Infortuni, le deleghe al Responsabile del servizio prevenzione e protezione (Rspp)

La Cassazione conferma : il delegato alla sicurezza è responsabile dell'infortunio per inadeguata informazione al lavoratore

deleghe rspp esternoLa responsabilità indelegabile della valutazione dei rischi in azienda è del datore di lavoro, ma il delegato alla sicurezza ha l'obbligo di informare i lavoratori rendendoli edotti dei rischi. 

Questa in sintesi la conferma della Corte di Cassazione che con sentenza n. 24452 dell’8 giugno 2015 ha condannato per lesioni colpose il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) in qualità di delegato alla sicurezza in azienda, per aver omesso di informare adeguatamente il lavoratore poi infortunatosi. La Corte ha esaminato il caso relativo alla condanna per lesioni colpose comminata al responsabile RSPP di un'azienda, in seguito a un incidente occorso a un lavoratore.

La contestazione riguarda la mancanza di adeguata valutazione del rischio e mancata prescrizione di dispositivi adeguati in grado di evitare incidenti di questo tipo (ai sensi dell’art. 4.2 del D. Lgs n. 626 del 1994). In tale vicenda però gli aspetti particolari non sono mancati, in quanto il lavoratore si era infortunato gravemente per non aver eseguito tutte le procedure di sicurezza indicate dal RSPP e che in passato egli stesso aveva sempre seguito. Una svista, un eccesso di sicurezza che portò in quell'occasione all'infortunio. 

Alla Corte il RSPP aveva proposto la condanna del datore di lavoro, in quanto effettivo responsabile della valutazione dei rischi. Ma durante il dibattimento è emerso come il responsabile del servizio prevenzione e protezione avesse provveduto alla corretta valutazione dei rischi connessi, organizzando una prassi consolidata onde evitare incidenti. Eppure il lavoratore non era stato informato sulle ragioni che rendevano necessaria quella procedura di sicurezza. E proprio questo e' stato l'elemento principale che ha spinto la Corte di Cassazione a confermare la condanna al RSPP.

Secondo la Corte infatti, se il datore di lavoro resta il responsabile per la mancata valutazione dei rischi (ma tale mancanza non fu ravvisata visto che il RSPP aveva anzi improntato una procedura di sicurezza regolarmente utilizzata dai lavoratori), sullo stesso delegato alla sicurezza corre l'obbligo di

istruire i lavoratori sulle ragioni che rendono necessarie le procedure di sicurezza. 

La procedura di sicurezza era quindi "incompleta" poichè non accompagnata dall'essenziale informazione al lavoratore. E ciò fonda adeguatamente la colpa in capo al RSPP.

 

La figura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione è disciplinata dal D.Lgs.81/08 "Decreto Sicurezza sul Lavoro" quale punto fermo e fondamentale dell'intero impianto di sicurezza aziendale.

Egli ha compiti consultivi, tra cui la valutazione dei rischi in azienda, la determinazione delle procedure e di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, la preparazione del DVR (documento di valutazione dei rischi), ma sopratutto tra le deleghe ha quella di informare adeguatamente e tempestivamente i lavoratori sui rischi che corrono e sulle ragioni che rendono necessarie eseguire le procedure adottate. 

La Corte ha così interpretato la normativa in senso preventivo per il lavoratore, che va edotto circa tutti gli aspetti del sistema sicurezza approntato in azienda, e non solo su ciò che deve fare o indossare.

In azienda non basta indicare l'obbligo di indossare il casco prima di entrare in una cava, ma bisogna specificare i motivi e le ragioni per le quali il casco va indossato.

E queste informazioni deve darle il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

Fonti e Informative : 

Responsabile servizio prevenzione e protezione
Deleghe al RSPP