Capacità e requisiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione

Sicurezza sul lavoro: in base a quali criteri e come avviene la nomina di un consulente RSPP esterno da parte dela datore di lavoro.

Rappresenta una figura chiave nella gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro, disciplinato dagli articoli 31 e successivi del decreto legislativo 81/2008 (Testo Unico in materia di Sicurezza sul Lavoro). il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è una figura che in qualunque azienda non può mancare.

La citata normativa concede facoltà al datore di lavoro di scegliere tra un lavoratore già inserito nelle dinamiche aziendali (RSPP INTERNO) o un consulente esterno (RSPP ESTERNO), ma anche di autonominarsi RSPP. In ogni caso il responsabile viene nominato dal datore di lavoro in base ad una serie di requisiti e di modalità ben definite dalla normativa di settore.

Ai sensi dell'articolo 32 del Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, le capacità e di i requisiti professionali del RSPP esterno o interno devono essere adeguati alla natura dei rischi e dei pericoli presenti sul luogo di lavoro. Capacità professionali che devono essere legate anche alla tipologia di ambiente in cui si va ad operare.

Non va dimenticato che dando risposta ad un interpello dell'anno 2014 il Ministero del Lavoro ha chiarito in maniera inequivocabile che per RSPP interno non si intende un lavoratore subordinato all'azienda, quanto un professionista che sia inserito nei processi aziendali avendone piena conoscenza.

Dunque non è importante la tipologia di rapporto di lavoro esistente tra il datore ed il professionista incaricato, quanto il fatto che quest'ultimo abbia piena conoscenza dell'ambiente di lavoro e dei processi produttivi.

Come sancito dall'articolo 32 del d.lgs 81/2008 per svolgere le funzioni di consulente RSPP esterno o interno è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, nonché di un attestato di frequenza con verifica dell'apprendimento a specifici corsi di formazione. I corsi formativi devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro. Tuttavia sono esonerati dalla frequenza del corso di formazione coloro che sono in possesso del titolo di studio della laurea in una delle seguenti categorie:

  • L7 ingegneria civile e ambientale
  • L8 ingegneria dell'informazione
  • L9 ingegneria industriale
  • L17 scienze dell'architettura
  • L23 scienze e tecniche dell'edilizia

Dopo aver visto i requisiti scolastici e formativi previsti dalla vigente normativa, vediamo come avviene la nomina di un consulente RSPP esterno o interno.

LA NOMINA DEL RSPP

La nomina del consulente RSPP esterno o interno spetta per legge al datore di lavoro il quale nell'ambito della progettazione di un sistema di sicurezza e di protezione adeguato, deve assolvere due compiti imprescindibili ed inderogabili:

  • Provvedere alla analisi e valutazione dei rischi e dei pericoli;
  • Provvedere alla nomina del RSPP

L'analisi e la valutazione dei rischi è una fase molto delicata in quanto prodromica alla realizzazione del DVR, ossia del documento di valutazione dei rischi, che costituisce l'ossatura dell'impianto di prevenzione e di protezione realizzato in azienda. Come detto sopra il datore di lavoro ha l'obbligo di provvedere alla valutazione dei rischi, nonché alla redazione del DVR. Nello svolgimento di questi compiti essenziali egli può ottenere l'aiuto fondamentale dell'assistenza del responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione.

E qui arriva il secondo obbligo inderogabile, ossia quello di nominare un RSPP. La normativa consente al datore di auto nominarsi Responsabile del SPP purchè in possesso dei requisiti visti sopra.