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Libri : Le favole periodiche

le favole periodicheLa casa editrice Rizzoli qualche tempo fa ha pubblicato un interessante lavoro sulla storia della chimica e non solo di Williams Hugh Aldersey (Favole periodiche. Le vite avventurose degli elementi chimici, pag. 592).

La Tavola degli elementi appartiene alla nostra comune conoscenza, come lo zodiaco o l'alfabeto: tutti sanno cos'è ma pochissimi ne conoscono davvero il significato e il funzionamento. Esistono molti modi per raccontarla: ad esempio Simon Patterson, un artista inglese, ha associato le sigle dei nomi dei singoli elementi con i nomi degli attori del cinema.

Ad esempio K (potassio) è Grace Kelly; CR (cromo) è Julie Christie; PO (polonio) è Roman Polanski. Ma la vera essenza della tavola non si impara attraverso giochetti siffatti, bensì apprendendo la sua applicazione pratica.

Per questo l'autore ha deciso fin da piccolo di studiarla approfondendone i risvolti pratici che appartengono alla vita di tutti i giorni poiché gli elementi della tavola periodica costituiscono l'intelaiatura della nostra vita materiale e non solo. Così, dalla più tenera infanzia, Williams decide di collezionare gli elementi prendendoli dagli oggetti comuni: il nickel dalle monetine, il rame dalle lampadine di casa, lo zolfo in farmacia etc, conducendo una ricerca concreta nel suo territorio casalingo.

Pian piano comincia ad accorgersi che anche in altri ambiti gli elementi compaiono, ad esempio in letteratura recitando Shakespeare nota frequenti citazioni sull'oro e l'argento.

Studiando la mitologia, molti nomi corrispondono a quelli riportati nel sistema periodico: Titanio, Palladio, Uranio. Chiaramente ci sono molti modi per studiare gli elementi chimici e tanti testi soprattutto scolastici propongono metodi validi, ma l'autore non si è proposto di scrivere un libro di chimica applicata bensì di raccontare attraverso la letteratura, la storia, la geografia, la geologia, l'astronomia, l'economia e la religione come gli elementi della Tavola periodica appartengano alla nostra vita e alla nostra cultura ad di là delle nozioni di chimica.

Per scoprire gli aspetti culturali degli elementi e riproporli da un nuovo punto di vista Williams ha voluto, come avrebbe fatto un antropologo, ricreare il sistema periodico partendo da 5 diversi temi: forza, fuoco, arte, bellezza e il pianeta terra. Questi 5 temi strutturano il libro in 5 capitoli all’interno dei quali sono riuniti gruppi di elementi, ognuno a sua volta descritto attraverso sottocapitoli e paragrafi. Alcuni esempi:

Il potere è rappresentato in primis dall’oro. Un elemento quasi perfetto che non può essere rovinato o corroso da nessun altro elemento. Il suo fascino attraversa la storia partendo dai faraoni che lo consideravano un materiale fondamentale nei loro riti al fine di ostentare il potere. Sia l’oro che l’argento sono stati dei punti di riferimento per i conquistatori delle Indie, soprattutto gli spagnoli, che hanno deposto civiltà come quella degli Aztechi  e degli Incas per impadronirsi delle loro riserve auree e trasportarle in Spagna.

L’oro non ha però avuto solo la sfortuna di rappresentare un metallo ambito e all’origine di gravi crimini ma è stato ed è tuttora un simbolo di ricchezza e privilegio oltre ad essere anche dal punto di vista economico un punto di riferimento per le speculazioni. L’oro è stato fonte di ricerca sul territorio africano, asiatico e europeo e americano come anche nel mare. Si suppone che ci siano 20 milligrammi di oro per tonnellata di spazio submarino ma i costi di estrazioni non sono economicamente convenienti. 

L’acciaio è un altro elemento che richiama il potere. Molti elementi di acciaio sono stati rinvenuti nei meteoriti scoperti nell’ Antartide. Pochi sanno però che il primo utilizzo dell’acciaio avvenne grazie ai meteoriti che antichi popoli come gli egizi separarono dall’ involucro di meteorite, le rare volte in cui ne trovavano traccia concludendo che l’acciaio fosse un dono del cielo. Nella mitologia le spade d’acciaio appartenevano ai condottieri più forti e coraggiosi e definivano l’imbattibilità del guerriero. Spesso il sangue e l’acciaio sono stati accostati in immagini guerresche: questo perché nel sangue ci sono infinitesimali tracce di acciaio, riscontrabili con l’utilizzo di un magnete.

Il carbone è stato un elemento decisivo per l’economia del XVIII e XIX secolo. La sua forza  e praticità è stata dettata dalla sua solidità che non lascia nessun residuo, evaporando senza scarti. L’energia che emana ha un potere simbolico e pratico. Fu utilizzato anche nella denominazione dei gruppi di resistenza durante il Risorgimento, detti appunto “carbonari”, che avevano il compito di contrastare gli invasori stranieri. 

Mercurio: le sue applicazioni non sono molto comuni. E’ stato utilizzato in opere d’arte come ad esempio i fiumi nel modellino della Cina sepolto assieme all’ imperatore Qui Shi Huang, unificatore dell’impero, oppure come la fontana di mercurio costruita dall’ artista Spagnolo Alexander Calder e commissionato dalla Repubblica spagnola durante la Guerra civile. Da questi utilizzi “estetici” si è poi passati grazie alle sue qualità a utilizzi di varia natura come cosmetici, insetticidi, lassativi e antisettici.

 Il libro è molto interessante. E’ ricco di aneddoti riguardanti la storia e l’applicazione degli elementi che lo rendono piacevole alla lettura. E’ un libro non solo per esperti e appassionati di chimica e scienze in generale, perché molti racconti che l’autore introduce sui principali elementi chimici della tavola periodica sono accessibili anche a un buon lettore che voglia conoscere la natura di molti oggetti che si usano nella quotidianità.