La notte degli Oscar, un pensiero a chi è meno fortunato


Eleonora Corti
Eleonora Corti

Laureata in comunicazione, socievole e intraprendente, amo i viaggi e l'arte in tutte le sue forme; penso che scrivere sia leggere in sé stessi.

alejandro gonzales inarritu oscar 2015L’87esima edizione degli Academy Awards ha visto trionfare Birdman, capolavoro che regala al regista messicano Alejandro Gonzales Inarritu la prima statuetta della sua carriera. La pellicola, già film d’apertura della Mostra di Venezia a settembre, ha dominato la notte degli Oscar, conquistando quattro statuette su nove nomination: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia.

Il Festival di Venezia porta fortuna: lo stesso roseo destino toccò a Gravity di Alfonso Cuaron lo scorso anno, con le sue sette statuette conquistate a pochi mesi dall’apertura della cerimonia veneziana. Perché la festa fosse completa è mancata una vittoria, quella di Michael Keaton come migliore attore protagonista, nei panni di Riggan Thompson, attore ormai sul viale del tramonto, dopo il successo mondiale ottenuto con il supereroe mascherato Birdman, che tenta di tornare in pista con uno spettacolo a Broadway.

Il premio è andato invece a Eddie Redmayne per la sua intensa interpretazione del fisico affetto da SLA Stephen Hawking, in La Teoria del tutto. Deludenti invece i risultati di Boyhood, tra i favoriti; ben 12 anni di lavorazione per la pellicola di Richard Linklater, storia della crescita di Mason, dai sei ai diciotto anni, valsi solo l’annunciato Oscar a Patricia Arquette per miglior attrice non protagonista, grazie all’interpretazione della madre divorziata del protagonista.

Il corrispettivo maschile del premio va a J.K. Simmons, miglior attore non protagonista per Whiplash, previsione ampiamente diffusa, così come quella sulla statuetta per migliore attrice protagonista, confermata a Julianne Moore, per il dramma sull'Alzhaimer Still Alice.

Tocca a Milena Canonero il compito di tenere alta la bandiera italiana durante la magica notte degli Oscar: si aggiudica il premio miglior costumi in Grand Budapest Hotel, chimerico film su un ragazzo di portineria in un decadente hotel di Budapest, scritto e diretto da Wes Anderson, che guadagna altre tre statuette per colonna sonora, del francese Alexander Desplat, makeup e produzione. È la quarta statuetta per la costumista italiana, dopo Barry Lindon, Momenti di gloria e Marie Antoinette.

Alcune riflessioni. Entrambe le statuette a migliori attori protagonisti, confermano una tendenza consolidata ormai da diverse edizioni: la recitazione cosiddetta alta, e quindi che trova riscontro nelle premiazioni, sembra essere quella relativa a interpretazioni di personaggi affetti da malattie, mentali o fisiche che siano; nulla togliere alle rispettive interpretazioni, indubbiamente di alto livello, ma la malattia sembra essere diventata un tratto peculiare della recitazione più nobile.

Julianne Moore ha ricordato che film come Still Alice portano coscienza su una malattia come l'Alzhaimer "Occorre parlarne perché è solo quando c'è coscienza sociale su una malattia si trova la cura".

I temi legati al sociale in generale, sono stati protagonisti del Awards 2015; molti dei premiati hanno colto l’occasione per presentare sul palco discorsi colmi di impegno sociale. È il caso del pluripremiato Inarritu, che durante i ringraziamenti affronta il tema dell’immigrazione, auspicando ad una soluzione al problema dei suoi tanti connazionali che vivono senza diritti negli Stati Uniti.

John Legend e Common hanno cantato insieme Glory, miglior canzone originale, dal film Selma, in onore di Martin Luther King, toccando il tema dei diritti delle minoranze etniche, mentre Patricia Arquette ha parlato dei diritti paritari delle donne americane, in particolare ad avere uguali trattamenti economici sul lavoro. Profondamente toccante il discorso sull’omosessualità dello sceneggiatore di Imitation game, Graham Moore, che a soli 31 anni ha ottenuto un Oscar per la migliore sceneggiatura non originale.

"A 16 anni ho tentato di uccidermi perché mi sentivo strano e diverso - ha raccontato il giovane sceneggiatore - Ora sono qui, anche per Alan Turing, che non ha avuto possibilità di salire su un palco come questo a far sentire la sua voce. Dico ai ragazzi come me: non vergognatevi di essere diversi e fate sentire la vostra voce, passate il messaggio perché a nessuno venga in mente di tentare il suicidio per la sua diversità".