Prostituzione e legge: un vuoto normativo che rischia di allargarsi

s_400_250_16777215_00_images_societa_prostituzione-milano.jpgDonne e gioco sono le due facce di una stessa moneta. Fin dagli albori del mondo civilizzato i due vizi, l'hanno fatta da padrone. Del resto “sesso e soldi”, insieme al”sangue” sono i tre “pilastri” del nostro mondo.

C'è un Paese, però, dove si è deciso di separare, almeno dal punto di vista legale, il sesso dai soldi, o meglio, la prostituzione dal gioco d'azzardo. Lo si è fatto, legalizzando il secondo e mettendo al bando il primo. Quel Paese è l'Italia. Di fatto si tratta dell'ennesima contraddizione del Bel Paese. La stessa scienza medica ha dimostrato che, come esiste la ludopatia (ovvero la malattia dovuta al gioco d'azzardo) esiste (al di là delle possibili malattie veneree) anche l'ipersessualità, cioè la dipendenza da sesso.

L'Italia ha legalizzato il gioco d'azzardo è stata fatta con il decreto Balduzzi nel 2012, convertito poi nella legge numero 158 del 2012. Tra le norme note di questa legge, come ad esempio il divieto di ingresso ai minori di anni 18 nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro, ve ne è forse una meno reclamizzata: l'istituzione di un Osservatorio per valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Con queste disposizioni, si è cercato, cioè, di porre un freno a un fenomeno, quello del gioco, che, in Italia genera un volume d'affari di circa 85 miliardi di euro.

La legge Merlin del 20 febbraio 1975 ha invece, messo al bando la prostituzione, stabilendo la chiusura delle case di tolleranza, l'abolizione della regolamentazione della prostituzione in Italia e l'introduzione di una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione altrui.

La deregolamentazione della prostituzione ha, però, creato l'effetto contrario a quello desiderato. Attualmente, le prostitute in Italia sono stimate tra le 50.000 e le 70.000 con un giro di affari di circa 25 miliardi di euro l'anno. L'illegalità del meretricio, di fatto, aumenta gli abusi sessuali. Una prostituta, infatti, non può denunciare un'aggressione, perché, correrebbe lei stessa il rischio di essere arrestata. Inoltre, il reato di “favoreggiamento della prostituzione” favorisce il “lavora per strada”, e, quindi il degrado urbano. Nessuno ha, infatti, il coraggio di affittare una casa o ospitare in un locale una prostituta con il rischio di incorrere in sanzioni civili o penali.

Per questo motivo molti politici da tempo si battono per la riaperture delle case di tolleranza. L'ultimo, in ordine di tempo, ad avanzare una proposta, è stato Antonio Guadagnini (Siamo Veneto). Questi ha presentato una proposta di legge nazionale, depositata in Consiglio regionale, per la regolamentazione della prostituzione. In essa viene incluso anche il gioco d’azzardo.

Secondo Guadagnini, se lo Stato si decidesse a regolamentare la prostituzione l’IVA sui suoi proventi ammonterebbe a 5 miliardi di euro, ovvero la stessa cifra incassata per il gioco d’azzardo. Inoltre, una legge, permetterebbe “di assicurare sicurezza anche sanitaria, contrastare la malavita che ruota attorno al meretricio e liberare le nostre città da situazioni di chiaro degrado”. Lo stesso Guadagnini ha ricordato come, nel 2010, la Corte di Cassazione stabilì che "la prostituzione fra adulti deve essere soggetta a tassazione".

Va, inoltre, ricordata un'altra sentenza, più recente, quella della Corte di Cassazione Sezione I che, con la sentenza n. 40883/2015. Questa ha annullato una sentenza di rimpatrio della Corte d'appello ai danni di una prostituta straniera. Il giudice ha sentenziato che la prostituzione non è reato salvo che non trascenda in condotte penalmente rilevanti.

In sostanza, c'è un evidente vuoto normativo da colmare a riguardo, vuoto che, se non colmato in fretta, rischierà di creare non pochi problemi. La legge potrà anche rimanere silente, ma chi metterà il bavaglio al richiamo del sesso?

Fonti e informative:
Come la legge di stabilità rivoluzionerà il settore dei giochi nel 2016
Cosa dice la legge che potrebbe riaprire le case chiuse

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