L'impiego del BIM nella progettazione della sicurezza dei cantieri

Come e perchè il BIM (Building Information Modeling) potrà rivoluzionare la sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro.

s_400_250_16777215_00_images_societa_2017-01-bim-model.jpgCome previsto dal D.Lgs. 50/2016 e s.m.e. l'utilizzo del BIM (Building Information Modeling) diventerà ben presto obbligatorio per gli appalti oltre i 100 milioni di euro, sia per gli appalti pubblici che per gli appalti privati.

Il BIM rappresenta un’evoluzione in ambito informatico ma anche, e soprattutto, tecnico in quanto permette la cooperazione dei vari progettisti e la creazione di un modello unico ricco di tutte le informazioni necessarie. Ad esempio, il tracciamento di un muro in un software BIM comprende tutte le proprietà dello stesso (es. altezza, larghezza, trasmittanza, spessore degli strati, colore, etc.).

Ma oltre a tutti gli aspetti relativi alla fase di progettazione, utile al Coordinatore alla Sicurezza nei cantieri in fase di Progettazione, interessante potrebbe rivelarsi per lo sviluppo della sicurezza durante le attività in cantiere e/o durante le normali attività in azienda. Uno dei punti critici attuali per i Coordinatori alla Sicurezza è infatti la mancata partecipazione attiva alla fase di progettazione, elemento che crea problemi durante la realizzazione dell’opera.

Il sistema BIM, facendo cooperare i diversi soggetti su un unico file, permette la condivisione delle problematiche, non solo tecniche, ma anche interferenziali che si potrebbero presentare durante l’attività di coordinamento della Sicurezza in fase di Esecuzione.

Con il BIM si può infatti analizzare il cronoprogramma già in fase di progettazione, comprendendo su un solo file tutti gli aspetti della progettazione (strutturale, architettonica e impiantistica). Inoltre, durante la fase costruttiva, si può utilizzare il BIM per valutare elementi correlati alla sicurezza cantieri quali ad esempio l’effettivo ingombro dei macchinari all’interno dell’area di intervento, o la stesura delle planimetrie di emergenza.

Fino ad oggi i software BIM erano lenti e macchinosi e pertanto non consentivano un utilizzo operativo; negli ultimi anni sono stati sviluppati programmi veloci e semplici, il cui utilizzo è comparabile ad un software CAD. Stesso principio può essere applicato per la redazione di un piano di emergenza ed evacuazione di un’azienda, o per la redazione di un Documento di Valutazione dei Rischi o per la manutenzione ordinaria degli impianti elettrici e meccanici.

Il potenziale di tali software è quindi enorme, dalla praticità di avere un singolo file contenente molteplici informazioni, alla velocità di condivisione degli input tra soggetti con differenti funzioni progettuali e/o di supervisione (Stazione appaltante, Progettista, Project Manager, Responsabili di Commessa, Tecnici etc), fino al recepimento di informative prioritarie e fondamentali da parte di tutti i soggetti con posizione di garanzia in tema di sicurezza nei cantieri (CSE, Safety controller, addetti alla sicurezza, RSPP etc).

Ma da quando sarà possibile effettivamente valutare ogni singolo aspetto di un progetto su un solo file condiviso? E soprattutto siamo sicuri che deve essere reso obbligatorio solo per appalti oltre i 100 milioni di euro?

Quest'ultimo aspetto vede contrapposte due necessità contrastanti: da una parte infatti vi è la spinta verso l'innovazione software che fornisce strumenti più idonei a gestire dati complessi con il minimo sforzo; dall'altra parte la consapevolezza che tale innovazione comporta un aggravio dei costi a carico delle imprese. Di fornte questo dilemma è stato per ora deciso di rendere obbligatorio l'impiego del BIM nei grandi appalti. Nei prossimi anni non è difficile immaginare l'estensione di questo obbligo a tutti gl iappalti e per tutte le attività di cantiere.

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