Un robot umanoide di nome Gabi è stato ordinato monaco buddista a Seul, in Corea del Sud. Alto 130 cm, il robot è stato accolto nel tempio Jogyesa con una cerimonia adattata ai suoi precetti tecnologici. L’evento rappresenta un tentativo dell’ordine Jogye di avvicinare i giovani al buddismo, nonostante Gabi sia privo di capacità di apprendimento e sia già stato restituito al produttore.
L’ordinazione di un robot monaco
Il 6 maggio a Seul, l’androide Gabi è diventato il primo robot a essere ordinato monaco buddista. Con un’altezza di 130 cm e guanti color carne, Gabi ha ripetuto frasi preregistrate durante la cerimonia. L’ordine Jogye ha adattato i precetti tradizionali per includere divieti come non danneggiare altri robot o sovraccaricarsi. Questo evento simboleggia una fusione tra spiritualità e tecnologia.
I precetti buddisti riadattati
Il Venerabile Sungwon ha modificato i cinque precetti buddisti per Gabi. Tra questi, evitare di danneggiare la vita, rispettare le persone e non sovraccaricarsi. L’idea era di allineare l’intelligenza artificiale ai valori buddisti, sebbene Gabi non fosse in grado di comprenderli. Questo adattamento riflette una visione innovativa della coesistenza tra umani e macchine.
Marketing spirituale e crisi buddista
L’ordinazione di Gabi è stata principalmente una mossa di marketing. L’ordine Jogye sta affrontando un declino tra i giovani, con solo l’8% dei ventenni che si identifica come buddista. Per contrastare questa tendenza, l’ordine ha adottato strategie non convenzionali, come app di meditazione e merchandising. Gabi rappresenta un ulteriore tentativo di attirare l’attenzione delle nuove generazioni.
Le limitazioni tecnologiche di Gabi
Nonostante l’entusiasmo iniziale, Gabi presentava gravi limitazioni. Il robot non aveva una voce autonoma e utilizzava risposte preregistrate. Inoltre, era incapace di apprendere o comprendere i precetti buddisti. Dopo la cerimonia, Gabi è stato restituito al produttore, confermando che l’operazione era più simbolica che spirituale.






