Le aziende presenti al VivaTech di Parigi hanno esposto le loro visioni sull’intelligenza artificiale, dagli agenti IA agli strumenti di automazione. Capgemini, società francese di consulenza informatica, evidenzia però una sfida cruciale: implementare l’IA su larga scala. Pascal Brier, chief innovation officer del gruppo, definisce il 2026 come l’anno della verità per questa tecnologia, sottolineando che non tutte le imprese riusciranno a ottenere risultati concreti. La fiducia tra esseri umani e sistemi IA sarà determinante.
La scalabilità dell’IA come sfida principale
Capgemini identifica nella scalabilità il principale ostacolo per le aziende che investono in intelligenza artificiale. Secondo Brier, molte organizzazioni hanno sottovalutato i tempi necessari per comprendere e implementare soluzioni IA efficaci. Il 2026 rappresenterà un punto di svolta, dove la tecnologia dovrà dimostrare di poter essere estesa a livello aziendale e generare ritorni tangibili. Senza questa prova, il rischio è di fallimenti diffusi.
La chimica tra esseri umani e macchine
Il rapporto di fiducia tra persone e sistemi IA è fondamentale per il successo della tecnologia. Brier esclude che l’IA sostituirà semplicemente i posti di lavoro, ma ridefinirà i processi aziendali. I tagli annunciati da Capgemini in Francia non sono legati direttamente all’IA, ma a una riorganizzazione interna. La paura iniziale dei lavoratori può trasformarsi in entusiasmo una volta compresi i vantaggi dell’IA nel migliorare le attività quotidiane.
IA fisica: regolamentazione e sviluppo graduale
L’IA fisica, che include robot e macchine operative nel mondo reale, richiede un quadro normativo armonioso per garantire la sicurezza. Brier suggerisce controlli di emergenza, come la possibilità di fermare immediatamente un robot in caso di malfunzionamento. Tuttavia, questa tecnologia è ancora in fase iniziale e la sua diffusione sarà più lenta rispetto all’IA generativa. Attualmente, nessuna azienda gestisce flotte estese di robot autonomi.
Evitare la dipendenza da un solo modello IA
Le imprese devono diversificare gli approcci all’IA per non dipendere da un unico fornitore o modello. Con oltre 1.000 modelli disponibili, la scelta spazia da soluzioni open source a quelle proprietarie, provenienti da diverse regioni geografiche. La sovranità tecnologica non significa isolamento, ma gestione del rischio e continuità operativa. Avere un piano B è essenziale per mitigare potenziali crisi.
Oltre l’algoritmo: AI e Coscienza Digitale
Lo sviluppo dell’IA solleva questioni etiche cruciali, dalla protezione dei dati alla convivenza tra esseri umani e macchine. Capgemini insiste sulla necessità di costruire fiducia tra utenti e tecnologia, evitando approcci monopolistici. La regolamentazione deve evolversi parallelamente all’innovazione, garantendo sicurezza senza ostacolare il progresso. L’equilibrio tra efficienza tecnologica e responsabilità sociale definirà il futuro dell’IA nel mondo del lavoro e oltre.






