OpenAI ha proposto al governo statunitense una partecipazione del 5% nella società, valutata circa 42,6 miliardi di dollari, secondo il Financial Times. L’offerta mira a ridurre le pressioni politiche a Washington. Sam Altman suggerisce che altre major dell’IA, come Anthropic, Google e Meta, cedano quote simili, creando un fondo pubblico. Bernie Sanders critica la proposta, chiedendo invece una tassa straordinaria del 50%. I colloqui continuano da oltre un anno.
OpenAI cede il 5% al governo USA
La società dietro ChatGPT ha formalizzato un’offerta senza precedenti: una quota del 5% al governo statunitense, basata sulla valutazione di 852 miliardi di dollari. L’operazione, riportata dal Financial Times, rappresenta un tentativo di mitigare le crescenti tensioni regulatory. La cifra proposta, 42,6 miliardi di dollari, riflette il peso strategico dell’intelligenza artificiale nell’economia globale.
Il modello Alaska applicato all’IA
Sam Altman ha citato esplicitamente il sistema dei dividendi petroliferi dell’Alaska come ispirazione. In quel caso, i residenti ricevono annualmente una parte delle entrate statali derivanti dal petrolio. L’adattamento proposto prevede che i profitti generati dalle società di IA vengano redistribuiti ai cittadini americani attraverso un public wealth fund. Anthropic ha avanzato una variante, il digital dividend, finanziato con tasse settoriali.
Reazioni contrastanti nella politica USA
Mentre il segretario al Commercio Howard Lutnick e quello al Tesoro Scott Bessent hanno partecipato ai colloqui, Bernie Sanders ha respinto l’idea come insufficiente. Il senatore chiede un prelievo forzoso del 50% sulle azioni delle big tech dell’IA, definendo la proposta di Altman un palliativo. Donald Trump ha confermato i dialoghi senza sbilanciarsi sugli esiti, lasciando aperto il dibattito.
Timing e sviluppi futuri
Le prime discussioni risalgono a oltre 12 mesi fa, con una finestra operativa prevista per l’inizio del 2025. La complessità delle trattative emerge dalla necessità di coinvolgere multiple realtà: oltre a OpenAI, anche Anthropic, xAI e i colossi Meta e Google. Nessuna di queste società ha ancora preso posizione ufficiale sull’ipotesi di cessione quote.
Oltre l’algoritmo: AI e Coscienza Digitale
La proposta di OpenAI solleva questioni fondamentali sul ruolo pubblico nell’era digitale. Se da un lato il public wealth fund garantirebbe una redistribuzione equa dei benefici tecnologici, dall’altro rischia di istituzionalizzare il controllo governativo su settori chiave. L’equilibrio tra innovazione privata e interesse collettivo rimane il nodo irrisolto, con implicazioni etiche che trascendono i meri aspetti finanziari.






