La primavera è ormai iniziata e il desiderio di relax e di estate si fanno sentire; l’autunno e l’inverno appena trascorsi hanno messo a dura prova adulti e bambini e, quindi, è l’ora di pensare al meritato riposo.
Perché non orientarsi nella scelta di un campo estivo, per garantire ai ragazzi – al termine della scuola – una vacanza ricca di sport, divertimento e spirito di aggregazione? Vediamo insieme come e perché scegliere il campo estivo più adatto alle proprie esigenze.
Campi estivi, come funzionano e cosa prevedono?
I campi estivi hanno poco a che vedere con le vecchie colonie estive rivisitate. Infatti, prevedono lo svolgimento di numerose attività, solo durante l’orario diurno, assieme a del personale qualificato e responsabile.
Nei campi estivi, le giornate trascorrono in un susseguirsi di:
- eventi ludico creativi;
- attività motorie;
- incontri di teatro e laboratori.
Lo spazio è sicuro e confortevole e ogni programma è pensato attentamente con fini educativi e di svago, con differenze a seconda delle età.
Solitamente, viene condiviso con i genitori un calendario preciso, che vede l’alternarsi anche di momenti di riposo, per permettere ai bambini più piccoli di ricaricare le energie durante le ore pomeridiane.
Perché scegliere un campo estivo per i bambini?
La scelta di iscrivere i propri figli a un campo estivo spesso è mossa dal desiderio di portarli a costruire un rapporto naturale e proficuo con l’ambiente, spingerli alla sana socializzazione e far sviluppare il senso di amicizia e collaborazione.
Proprio per questo, durante i campi estivi, i bambini vengono coinvolti in numerose attività sportive: si tratta dei luoghi perfetti per fare attività motoria, sviluppare un senso del dovere e la capacità di prendere decisioni in autonomia, senza genitori e insegnanti, in un ambiente sereno, libero e sicuro. Il Quanta Club di Milano, per esempio, uno dei campi estivi più longevi della metropoli, attivo dal 1998, permette ai ragazzi di cimentarsi in tantissimi sport differenti, dal tennis al nuoto, passando per la danza, l’hockey inline, il padel e il tiro con l’arco.
Il valore educativo dei campi estivi è innegabile e muove tutte le decisioni all’interno della giornata. L’estate, infatti, è un momento prezioso che, seppur debba garantire ristoro e divertimento, deve comunque coincidere con un periodo di crescita e di metabolizzazione di ciò che si è appreso durante l’anno.
Ma entriamo nel dettaglio delle opportunità.
Campo estivo: i benefici
Vediamo quali sono i benefici che un ragazzo può trarre da un centro estivo (e non parliamo solo del divertimento!):
- fiducia negli altri e in se stessi: trascorrere l’estate a contatto con tanti bambini può aiutare a temprare il carattere e ad avere una maggiore autostima, anche grazie ad attività sportive che prevedono una sana competizione;
- rispetto: il costante confronto con i pari porta a una maturazione e a un rispetto maggiori, che possono fare la differenza, sul piano sia educativo sia cognitivo;
- gestione dell’ansia: certamente, la pandemia non ha aiutato i più piccoli nelle attività di socializzazione; lo stare sempre a casa, spesso da soli, ha generato delle ansie e delle paure che possono essere meglio gestite e addirittura cancellate, grazie alla condivisione, senza però pressioni o doveri che riguardano – seppur in modo costruttivo – le dinamiche della realtà scolastica;
- autonomia: lo stare in un contesto nuovo e diverso dà la possibilità ai più piccoli di lanciarsi in nuove esperienze e viverle con indipendenza e autonomia, essendo così spronati a crescere e “diventare grandi”;
- rispetto della natura: non stare davanti a un PC porta i ragazzi ad apprezzare anche l’ambiente circostante e a relazionarsi con esso in modo più conscio;
- amicizia: in un campo estivo, un allenamento di gruppo o uno sport di squadra permettono di sviluppare il senso dell’amicizia e di arricchire umanamente i bambini;
- confronto con educatori diversi: non ultimo, i ragazzi/bambini possono rapportarsi a nuovi educatori (e non solo a quelli scolastici o ai genitori), avendo così nuovi punti di riferimento che rappresentano una base sicura con cui parlare e aprirsi.






