In caso di malattia, il lavoratore, grazie alla tutela legislativa, ha il diritto di assentarsi dal lavoro senza correre il rischio di perdere il posto. Durante il periodo di malattia, pur potendo uscire di casa, deve essere reperibile, negli orari stabiliti dalla legge, presso il proprio domicilio e non deve fare nulla che possa ritardare la guarigione.
Alcuni lavoratori, approfittando della situazione, si mettono in malattia pur non avendone bisogno, ossia quando stanno bene. Quando questo avviene, il datore di lavoro può notare assenze frequenti e sospette, magari a ridosso di ponti, vacanze, fine settimana. In questi casi, oltre a richiedere una visita fiscale all’INPS, ha il diritto di rivolgersi a un’agenzia di investigazione specializzata in casi di falsa malattia.
Quando si può parlare di falsa malattia
Per usufruire dello stato di malattia, il lavoratore deve farsi rilasciare un certificato dal medico di base, il quale provvederà a inviarlo, per via telematica, all’INPS. Oltre a questo, deve essere reperibile ogni giorno – domeniche e festivi compresi – negli orari stabiliti per le eventuali visite fiscali e non deve svolgere attività che possano pregiudicare il suo stato di salute o ritardare la guarigione.
In caso di assenza durante una visita, svolgimento di attività non compatibili con lo stato di salute segnalato, ma anche laddove il lavoratore finga di essere malato pur stando bene, si può parlare di “falsa malattia INPS”. Quest’ultima può avere gravi conseguenze per il lavoratore.
Le conseguenze per il lavoratore
La falsa malattia INPS è un illecito civile e, come tale, può essere soggetto a:
- sanzioni conservative: il datore di lavoro può ricorrervi se intende proseguire il rapporto di lavoro. In questo caso, la sanzione potrà consistere in un semplice rimprovero, in una sospensione non retribuita della durata massima di 10 giorni o in una multa che dovrà essere versata all’INPS;
- sanzioni espulsive: vi si può ricorrere per interrompere definitivamente il rapporto di lavoro e consistono nel licenziamento per giusta causa, sia con sia senza preavviso.
La falsa malattia si configura inoltre come un vero e proprio reato, in quanto il lavoratore percepisce, senza averne diritto, un’indennità erogata da un ente pubblico. Per questo motivo, se lo ritiene opportuno, il datore di lavoro può procedere per vie legali, denunciando il dipendente per truffa.
Come ottenere le prove della falsa malattia INPS
Prima di procedere con sanzioni o licenziamento, il datore di lavoro deve reperire prove concrete del comportamento illecito del lavoratore. Non è infatti possibile sanzionare il soggetto solo sulla base di sospetti.
Per fare questo, può, in primo luogo, richiedere una visita fiscale, tramite la quale l’INPS potrà accertare la presenza del soggetto al domicilio indicato. In seconda battuta, ha la possibilità di rivolgersi a un investigatore privato.
Questo professionista, tramite pedinamenti, riprese video e scatti fotografici effettuati in luoghi pubblici, contatti con testimoni, potrà rilevare e documentare tutti i comportamenti non in linea con lo stato di malattia. Al termine delle indagini, provvederà a fornire un dossier completo al committente.






