Il tesoro del Duomo di Milano

dittico avorio duomo milanoLa tradizione racconta che nel cuore di un accampamento gallico, sorgeva un tempio dedicato alla divinità della guerra. Quel piccolo tempio era il centro politico e religioso del popolo e di una terra chiamata Mittaland, o terra di mezzo, tradotto poi in Mediolanum. Così, dove oggi sorge il Duomo, iniziava la storia di Milano e della sua gente. Bisognerà aspettare il XIV secolo per l'edificazione di quello che noi oggi possiamo ammirare, il Duomo di Milano.

Nel gennaio del 1387 si gettarono le basi per la costruzione degli enormi piloni, sotto il controllo di uno dei più grandi signori di Milano, Gian Galeazzo Visconti.

Oggi il Duomo di Milano, oltre che essere un simbolo indiscusso della maestria e dell'ingegno italiano, raccoglie tesori che narrano una storia molto interessante e che non tutti conoscono. Nella sagrestia meridionale, la cui porta è decorata dai bassorilievi dell'artista Hans di Fernach, si conserva il Tesoro del Duomo, che raccoglie importanti cimeli d'arte e di storia, giunti fino a noi.

Tra gli oggetti di grande rilievo, degni di nota sono indubbiamente i tre bellissimi dittici in avorio, unici nel loro genere e che rappresentano le varie epoche storiche e artistiche; dall'arte paleocristiana alla quale appartiene il Dittico della Cinque parti del V secolo, passando per il Dittico con le scene della Passione di epoca Carolingia, fino alla testimonianza bizantina del Dittico con le Feste del Signore, detto Greco.

Purtroppo abbiamo pochissime informazioni sugli utensili utilizzati nel Medioevo dagli artigiani che lavoravano l'avorio. Sappiamo con certezza che nelle botteghe bizantine era molto in uso una sorta di trapano, che nel X secolo permetteva di perforare e traforare in profondità la superficie e veniva utilizzato anche per definire i dettagli dei volti e la parte anatomica del corpo. Le superfici dei Dittici venivano poi decorate con delle pitture o con delle applicazioni in metallo, dando così ancora più valore all'oggetto di culto.

Il Dittico delle cinque parti è composto da due valve con applicazione d'oreficeria nel centro; in una si vede l'agnello formato da alveoli composti di fili d'argento dorato e riempiti con una pasta vitrea dal colore rosso, giallo e nero; nella valva posteriore si trova una croce latina in argento e oro composta da 10 castoni rettangolari e ovali di grandi dimensioni, con inserite della pietre preziose di colore rosso scuro e azzurro, mentre alle estremità delle braccia troviamo 4 coppie di piccoli castoni contenenti perle.

La cosa che stupisce lo spettatore, che si pone davanti a questa opera d'arte del V secolo d. C.,  sono le rappresentazioni della vita di Maria e l'infanzia di Gesù intagliate con grande cura e precisione. In questo particolare periodo storico, sappiamo che i Dittici avevano la funzione di ringraziamento o di invito, e venivano inviati al Principe o all'imperatore in segno di riconoscenza.

Ancora ben conservato è il Dittico con le scene della Passione del IX secolo d.C., che riprende in parte il modello paleocristiano del Dittico delle cinque parti. Quest'opera è inquadrabile nel dono dei cimeli preziosi alla chiesa milanese effettuato da Carlo Magno nell811. Le scene rappresentate sono di una manifattura eccezionale, con una ricchezza di dettagli e di espressioni di rara intensità. Qui, a differenza del Dittico precedente, le scene non sono incorniciate singolarmente, ma la storia narrata è racchiusa in un'unica cornice, susseguendosi senza elementi di interruzione.

Infine, il Dittico Greco dell'inizio dell'XI secolo, è uno dei massimi esempi dell'arte bizantina. L'elegante disegno e le parole incise, riportano l'oggetto a una bottega greca e di tutte le scende rappresentate merita speciale nota quella che raffigura la discesa nel Limbo di Cristo dove sono riconoscibili i due committenti dell'opera che si raccomandano al Cristo per il paradiso.

Nel grande museo del Tesoro della Fabbrica de Duomo di Milano, si conservano diverse opere dell'arte suntuaria di grande pregio e di importanza storica e artistica non solo per la città di Milano, ma dell'Italia intera.