Medardo Rosso, il ritorno dello scultore dimenticato.



A distanza di 35 anni dall'ultima mostra sul grande scultore, Milano presenterà al mondo "Medardo Rosso. La luce e la materia" presso la GAM di Milano, dal 18 febbraio 2015 al 30 maggio 2015. La Galleria d'arte moderna, che già ospita un nucleo significativo di sue opere e documenti, ha allestito un percorso con una selezione di 30 capolavori tra gessi, cere e fotografie, a cura di Paola Zatti e in collaborazione con il Museo Rosso Barzio, un omaggio dovuto ad uno dei protagonisti della scultura internazionale, che ha rinnovato il linguaggio dell'arte scultorea a cavallo tra '800 e '900.

Medardo Rosso è uno straordinario scultore sfortunatamente poco conosciuto in Italia, ma che si fece portatore di idee altamente innovative, che ispirarono artisti di livello internazionale durante il suo soggiorno a Parigi, meta obbligatoria e stimolante per chi volesse crescere professionalmente come artista e dove risiedette dal 1889 al 1914. Nonostante  nei suoi dati anagrafici risulti nato a Torino il 21 giugno 1858, è legato profondamente a Milano, dove si trasferì per frequentare l'Accademia di Brera, poi, considerandola troppo anacronistica, l'abbandonò, avvicinandosi all'ambiente della scapigliatura e successivamente all'impressionismo, diventandone uno degli esponenti più rappresentativi. Dopo la parentesi parigina fece ritorno a Milano dov'è tutt'ora sepolto al cimitero Monumentale.

La mostra è vivamente consigliata, sopratuto se si ha la curiosità di liberare il proprio punto di vista immettendolo nella visione dell'artista, ammirando opere che escono dagli schemi convenzionali, che colpirono lo stesso Auguste Rodin, e che il grande pubblico merita di conoscere. "A me, nell'arte, interessa soprattutto di far dimenticare la materia" diceva Medardo Rosso. Cosa intendeva dire? e perchè la sua scultura è definita così particolare?.

L'obiettivo del suo lavoro e della sua ricerca artistica è dare un taglio netto alla scultura come monumento, non lavorando dal vero ma ripartendo dai suoi ricordi, il ricordato delle percezioni,o meglio, di un'emozione data dal ricordo della percezione, per questo le sue opere sembrano soggetti "non finiti", come se il ricordo impresso nella sua memoria svanisse velocemente, da qui il riuscire a cogliere i soggetti rappresentati solo da determinati punti di vista, non essendo costruiti secondo un sistema prospettico tradizionale, o a tutto tondo.

Il suo diviene un "monumento all'attimo" e a questo è dovuto l'utilizzo di nuove tecniche e materiali, come l'adozione della cera nelle sue sculture, l'elemento che rappresenta pienamente la transitorietà dell'esistenza, essendo un materiale che si autodistrugge, destinato alla non-eternità in opposizione al monumento scultoreo tradizionale. La sua tecnica si evolve fino a "svuotare" le forme inizialmente riconoscibili, rendendoli "fantasmi" che fuoriescono da una materia magmatica, modellata da chiaro-scuri.

Se si vuole conoscere una voce differente nel panorama artistico milanese ma dalla vocazione cosmopolita, Passate alla GAM dopo una passeggiata nei giardini di Porta Venezia, per lasciarvi persuadere dalle percezioni di questo artista, che riuscì a trasmettere nella sua scultura ciò che gli impressionisti immisero nella loro pittura, attraverso la liberazione dello sguardo dai canoni accademici a cui tutt'ora siamo legati.

Mercoledì 18 febbraio 2015- sabato 30 maggio 2015

Martedì- domenica: 9-13 /  14-17.30

ingresso gratuito

GAM, Galleria d'arte moderna di Milano, via Palestro 16.