Mostra dedicata al grande fotoreporter: "Robert Capa in Italia"



Dopo Roma, Firenze e Genova, finalmente è giunta a Milano la mostra che racconta gli anni della seconda guerra mondiale in Italia attraverso gli occhi di Robert Capa, considerato il padre del fotogiornalismo. Per la precisione le foto esposte riportano il biennio 1943-1944 in cui il fotografo ungherese lavorò nella penisola, al seguito delle truppe americane, fino al momento in cui lasciò il Paese per assistere allo sbarco di Normandia.

La mostra curata da Beatrix Lengyel conta 78 fotografie in bianco e nero, scattate dallo sbarco in Sicilia proseguendo nel meridione, in corrispondenza al ripiegamento delle truppe nazi-fasciste, per concludersi ad Anzio. Queste foto narrano una guerra costituita da gente comune, di borghi in macerie, riuscendo a cogliere l'attimo delle emozioni ritratte sui visi dei soggetti rappresentati, con una maestria che lo ha contraddistinto, aprendogli anche le porte della famosa rivista "life".

Grazie alla collaborazione tra la città Milano, la fondazione "Fratelli Alinari", il Museo Nazionale di Budapest e col patrocinio del Comune di Milano, è stata possibile la realizzazione di questa esposizione, che racchiude scatti di una bellezza malinconica, attraverso i quali si potranno rivivere i racconti di Robert Capa, le sue fatiche psicologiche, le sue sensazioni di vuoto e di angoscia di fronte agli orrori della guerra, che lo accompagnarono costantemente nel corso della sua carriera.

La guerra è sempre onnipresente nella sua vita, fu una compagna di viaggio infida, ma allo stesso tempo la fonte della sua fortunata carriera, e lo stesso Capa la definì "...come un'attrice che invecchia.E' sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa", come se fosse consapevole del proprio destino. I suoi reportage coprono diversi continenti e ben 5 conflitti bellici: guerra civile spagnola (1936-1939), II guerra sino-giapponese (1938), II guerra mondiale (1941-1945), guerra arabo-israeliana (1948) e infine la I guerra d'Indocina (1954) dove perse la vita su una mina nei pressi di Thai Bin, a soli 41 anni d'età.

Nonostante la precoce dipartita, il suo lascito è immane e continuerà ad essere di'ispirazione alle future generazioni di fotografi che aspirano a farsi portavoci della guerra, spesso quella nascosta, in secondo piano, trasmettendo per sempre la voce dei suoi protagonisti, dalle vittime ai carnefici, attraverso l'istante di uno scatto.

 

Informazioni utili:

Dove: Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, Milano.

Quando: dal 30.01.2015 al 26.04.2015

A che ora: martedì-domenica dalle 10 alle 19.30

Ingresso: 8 euro/ ridotto 6.50 euro: gruppi di 15 persone, over 65, 6-18 anni, studenti fino a 25 anni /gratuito: under 6, portatori di handicap e accompagnatore, giornalisti, guide turistiche.