Divine Parole, Piccolo Teatro Studio Melato



Damiano MichielettoPoeta scrittore e drammaturgo, considerato uno degli autori chiave della letteratura spagnola del novecento, Ramón maria del Valle-Inclán (1866 - 1936), con il suo testo Divine Parole, è la scelta di Damiano Michieletto per la prima regia al Piccolo Teatro. Tra gli eventi di Milano, lo spettacolo Divine Parolesarà in scena dal 25 Marzo al 30 Aprile 2015, al Piccolo Teatro Studio Melato, testo di Ramón María del Valle-Inclán con la traduzione a cura di Maria Luisa Aguirre d'Amico, la regia è affidata a Damiano Michieletto, le scene a Paolo Fantin, i costumi a Carla Teti e le luci sono gestite da Alessandro Carletti.

Lo spettacolo Divine Parole, si svolge in tre giornate. Le azioni e le relazioni dei personaggi, sono legate l'una all'altra da un carrozzino su cui giace un povero nano idrocefalo, che la madre espone alla vista dei passanti per vivere di elemosine. Alla morte della madre, i familiari si contendono l'infelice, pensando di aver trovato attraverso il carrozzino il riscatto dalla miseria. Ma nessuno sa occuparsene a dovere e il nano muore, in grande degrado e totale incuria, il suo cadavere finirà divorato dai maiali.

Intanto tutta la comunità segue le vicende del sagrestano Pedro Gailo e di sua moglie mari-Gaila, che lo tradisce con Séptimo Miau. Anche se inizialmente Pedro sembrerebbe pronto ad uccidere la moglie, nel momento in cui la donna è colta in flagrante quasi linciata dalla folla. Appena il sagrestano recita le parole latine "qui sine peccato est vestrum primus in illam lapidem mittat" (chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra contro di lei), la folla si disperde. 

Questa è una storia, ambientata in un atmosfera arcaica popolata da personaggi violenti e misteriosi, sempre in contatto con la morte. Valle-Inclán è un autore raffinato, capace di scolpire una parola sintetica dura, in grado di squarciare l'immaginario del palcoscenico, di nutrirlo in modo potente, e di proiettare la vicenda in una dimensione simbolica che pian piano si svela nei conflitti del dramma. Insomma è un invenzione teatrale ruvida.

Dramma accarezzato da uno stile radicale, Divine parole (1919), racconta la vicenda di una lotta per la sopravvivenza, fisica e morale, tra ladri, vagabondi e prostitute. Insomma un racconto lento e ancestrale stagliato su uno sfondo crudele.

Lo spettacolo è sconsigliato ai minori.