Lui Magazine: Fotografie Fashion di Diana Lapin



diana lapinNome: Diana Lapin. Segno zodiacale: Capricorno. Macchina Fotografica: Canon 6d. Web: www.dianalapin.com. Così a breve si autopresenta una nuova collaboratrice di Lui Magazine di Milano, giovane fotografa polacca di un look eccentrico, Diana Lapin. L’artista in passato ha già lavorato per vari giornali europei; italiani, polacchi e tedeschi. Con Lui, a quanto pare, è stato un amore a prima vista. Le ultime due sessioni fotografiche dei numeri di gennaio e febbraio 2014 sono state scrupolosamente ideate e preparate da lei. La prima, chiamata “Fit to be Glam” (Make up & Hair: Diana Kuniczuk) raccoglie il lato sportivo di ogni donna e il suo spirito.

Le modelle posano tra gli attrezzi sportivi di una palestra milanese, Studio Pilates Milano. La seconda, al contrario, realizzata in un vecchio negozio con le bambole restaurate - Creart di Giusy De Carlo a Milano, crea un ambiente da favola. Le persone diventano quasi degli oggetti, delle bambole-manichini che con la sola mimica del volto ed un trucco eccessivo raccontano loro storie e vestiti (Make up: Franci Cherry, Hair: Andrea Carola Colombara). I due shooting si possono vedere integralmente in versione digitale sul sito: www.luimagazine.com.

Per Milanotopnews.it, Diana risponde a qualche domanda. La incontro subito dopo l’uscita del numero di febbraio, in un posto chic - che frequenta spesso da quando si è trasferita in Lombardia cinque mesi fa - in Spring Up Showroom.

Come è cominciata la tua collaborazione con LUI Magazine di Milano? Ho cominciato collaborare con LUI Magazine qualche mese fa. Salvatore – direttore di questo mensile – mi ha chiamata perché aveva visto qualche scatto mio e, in conseguenza, mi ha proposto la collaborazione. Sono veramente molto contenta perché è una rivista di un certo livello e, la cosa più importante, lascia la libertà di espressione e di scelta ai suoi artisti.

Cosa ti ha convinto a fotografare le modelle in una palestra? Questa volta ho avuto piena libertà in elaborazione della mia idea. Sono una sportiva e ho sempre voluto trovare una connessione fra glamour/fashion e mondo dello sport – questa fusione la trovo veramente interessante. Viviamo in un buon momento per permetterci “un gioco” del genere – tempi di eclettismo in industria del fashion ci permettono di usare varie contaminazioni degli stili. É anche un buon momento per la promozione del sano modo di vivere – perciò “glam & fit” vanno bene insieme. Inoltre, questo shooting era per me veramente soddisfacente perché avevo realizzato tutto lo styling. Lo stile di questa sessione è proprio così come mi piace personalmente. Ho avuto una giovane, scelta da me, modella ucraina da Agenzia Flash Model Management. E’ sempre sorprendente e interessante poter tirare fuori la freschezza e permettere alla modella di interpretare un ruolo che ho immaginato. Ho sempre le mie visioni precise prima della sessione e mi piace vedere i risultati di questo connubio. Ho lavorato anche la prima volta con la raccomandata Diana Kuniczuk (make up & hair).

Hai un tuo team? Con chi lavori di solito? Mi piace lavorare con varie persone – sono spesso in viaggio allora mi piace lavorare con diversi professionisti in ogni città dove mi trovo. Sono ancora abbastanza“nuova” a Milano allora devo creare il mio “team”, ma per esempio a breve vado a Londra dove farò due sessioni – una con bravissimo stilista & art director polacco – Darien Mynarski ed un'altra con una giovane fashion designer di Amburgo – Maria Piankov (abbiamo già realizzato una sessione insieme un po' di tempo fa ad Amburgo).

Come descriveresti il tuo shooting del numero di febbraio 2014? A febbraio LUI Magazine ha pubblicchato un'altra mia sessione: “Dolls recovery shop” – realizzata in vecchio negozio con le bambole restaurate - Creart di Giusy De Carlo a Milano.La sessione è stata ispirata dal tema lanciato da una delle riviste da NY – dolls. La mia versione doveva essere un connubio fra il mondo delle bambole e delle "bambole vive" - donne, ragazze, modelle. L'interpretazione che potrebbe essere molto vaga, positiva o negativa, la lascio allo spettatore per far fluire la libertà dei modi di vedere. I costumi sono stati presentati dallo stilista Antonio Catanzaro col quale da quel momento abbiamo cominciato una collaborazione più lunga. Il posto - l'ho trovato su internet cercando una location antica, della riparazione delle bambole usate per esprimere ancora più vari concetti che mi giravano per la testa. Unendo un team di professionisti in un posto così spettacolare abbiamo creato la sessione che attira molto i vari spettatori.