Rivoluzione Gucci, come cambia la direzione dello storico brand

gucci alessandro micheleDa pochi giorni è ufficiale: Alessandro Michele è il nuovo direttore creativo di Gucci. Si apre un nuovo capitolo della storia del famosissimo marchio delle due G dopo l'uscita anticipata lo scorso mese di Frida Giannini e del CEO e amministratore delegato Patrizio Di Marco, con cui la stilista ha un sodalizio non solo lavorativo ma anche privato, in quanto anche compagni nella vita e genitori di una bambina. Alessandro Michele, già da alcuni anni braccio destro di Frida Giannini e già direttore creativo della linea di porcellane Richard Ginori, sempre facente parte del gruppo Gucci, in queste ultime settimane ha ultimato a tempo di record la nuova linea per la prossima sfilata Autunno/ Inverno Donna 2015/2016, la prima firmata da lui, che verrà presentata a Milano nel corso della Fashion Week Donna il prossimo 25 febbraio.

D'altronde, essendo già trapelata la notizia dell' uscita imminente della Giannini le sfilate non avrebbero avuto il giusto clima di enfasi ed entusiasmo che meritano e sarebbe stato un momento di interregno spiacevole anche per la direttrice creativa uscente in primis. Nel passato di Michele, romano, 42 anni, studi presso l'Accademia del Costume e di Moda di Roma, e un'importante esperienza in Fendi come Senior Accessories Designer, prima di entrare in Gucci nel 2002. Lo stilista è stato scelto dal Presidente del gruppo Kering Francois-Henri Pinault e dal nuovo CEO e Amministratote delegato di Gucci Marco Bizzarri, molto in sintonia fra di loro.

Il nuovo amministratore delegato e CEO di Gucci è un top manager di origini emiliane che ha iniziato la sua carriera in Accenture, nota società di consulenza aziendale, dove è rimasto 10 anni per poi entrare in Kering, dove si è reso protagonista di strepitosi successi come il lancio nell'olimpo del lusso di Stella McCartney, o l'ottenimento di risultati strabilianti in Bottega Veneta dal 2009. Bizzarri ha messo insieme la nuova squadra Gucci in pochissimo tempo ed ha deciso di puntare su Michele per la sua profonda conoscenza dell'azienda e per l'affinità di intenti nella strategia di rinnovamento del marchio.

Evidentemente la coppia Giannini Di Marco era divenuta un po' scomoda, come un'oligarchia interna, mal sopportata all'interno di un'azienda che non è di loro proprietà, e soprattutto, ahimè, i risultati delle vendite riscontrati nell'ultimo semestre non li hanno più supportati e, come è ben noto, l'azienda Gucci è la principale fonte di introiti per tutto il gruppo Kering. Ma la contingenza economica evidentemente non ha risparmiato neppure questa fascia di mercato del lusso che di per sé, vista l'agguerrita concorrenza, non si può dar per scontata e va conquistata senza esitazioni anche con rinnovamenti tanto rivoluzionari come questo cambio al vertice se necessario.

Certo Frida Giannini ha dato moltissimo alla maison Gucci. Si chiude un'epoca di grandi trionfi e affermazione. Entrata nel 2002 come Direttore stilistico della Borsetteria, dopo una significativa esperienza in Fendi, è stata poi nominata nel 2005 Direttore creativo Uomo Donna, in sostituzione di Alessandra Facchinetti di cui era già braccio destro a sua volta. In quel momento aleggiava sempre l' importante eredità di Tom Ford come passato da non far rimpiangere.

La sua rivisitazione degli iconici elementi della maison in chiave moderna, come la borsa Jackie, il bambu come elemento decorativo delle borse e delle calzature o riproposto nelle stampe, i morsetti che rimandano al mondo cavallerizzo, ha dato in tutti questi anni una rivalutazione globale e una visibilità enorme al brand. Lei stessa ha spiegato come la scoperta dei vecchi archivi della casa di Moda fiorentina fosse stata la chiave di volta per capire come muovere la propria creatività. Ma la sua direzione artistica è stata molto più del disegno delle linee Moda, è stata un dominio e una supervisione a 360 gradi capace di fare sempre centro, di aprire a nuove forme di espressione, di allargare il raggio d'azione della casa di Moda, di rafforzarne se possibile la visibilità e la nobile brand identity.

Ne sono stati esempio in questi anni la sua ideazione e l'apertura del Museo Gucci a Firenze in occasione del 90° anniversario dalla fondazione, nel quale è possibile ammirare tutte le collezioni storiche del brand e ripercorrerne quindi gli albori dal 1921 ad opera del fondatore Guccio Gucci. Poi l'ideazione in prima persona degli spazi architettonici e degli arredamenti dei nuovi concept Store Gucci, per arrivare al lavoro svolto da lei direttamente assieme a maestri del cinema come David Lynch o Chris Cunningham per la realizzazione delle campagne pubblicitarie.

Ultima ma non ultima l'importante commistione avviata con il mondo del Cinema, vuoi stringendo legami sempre più significativi con gli attori e i protagonisti tutti di Hollywood vuoi con l'istituzione del Gucci Award for Women in Cinema durante l'edizione del Cinema di Venezia del 2010 per celebrare il determinante apporto delle donne all'interno dell'industria del cinema. E poi ancora la collaborazione con la Biennale di Venezia per la promozione di giovani talenti cui dare l'opportunità di realizzare i propri film. Quello di Frida Giannini è stato un apporto oltremodo forte, intelligente ed elegante a mio modo di vedere.

Ma, aprendosi al nuovo, adesso tutti gli occhi, stilisticamente parlando, sono puntati su Alessandro Michele e sulla personale direzione che vorrà intraprendere per rivisitare ed innovare il brand! Il presidente del gruppo Kering Francois-Henri Pinault dal canto suo ha mostrato grande entusiasmo ed aspettative: “Alessandro Michele possiede sia le qualità che la visione necessarie per portare una nuova prospettiva contemporanea a Gucci.” Le nuove collezioni infatti dovrebbero essere improntate a una ventata di freschezza e a una rivisitazione in chiave più giovane, moderna, distrattamente ammiccante e cosmopolita del marchio, pur mantenendone inalterata tutta l' indiscussa classe! Allora non ci resta che aspettare curiose e trepidanti la prossima Fashion Week Donna di Milano!

Au Revoir!
Letizia Mannella