La famosa scarpetta di Cenerentola è pronta per essere calzata

collezione scarpetta cenerentola milanoTic tac tic tac... In questo periodo lo scoccare della mezzanotte si arricchisce di richiami favoleggianti e sognanti per le ragazze qui a Milano. Dal 17 Febbraio e fino al 3 Marzo da Excelsior Milano, presso il celebre luxury department store in Galleria del Corso, al terzo piano, quello di Antonia Milano, è esposta una collezione assolutamente esclusiva e magica: 9 riproduzioni della mitica scarpetta di Cenerentola, impressa nell'immaginario di ogni fanciulla, realizzati da altrettanti shoe designers internazionali di primo livello.

Questi i nomi dei nove stilisti coinvolti che hanno prodotto la propria versione della scarpetta: gli italiani Rene Caovilla e Salvatore Ferragamo, Jimmy Choo, Nicholas Kirkwood, Charlotte Olympia, Jerome C. Rousseau, Paul Andrew, Alexandre Birman e Stuart Weitzman.

L'allestimento, ricco di magici richiami alla zucca, a bacchette, a complici e prodighi topolini, è stato curato dalla celebre visual designer Joann Tan ed è davvero divertente e coinvolgente.

Nove modelli da provare, da calzare e da acquistare..., visto che è possibile prenotare il proprio modello. E bisogna fare in fretta, anche in questo caso la magia svanirà in breve tempo, infatti presto la collezione sarà trasportata in altri magazzini del lusso in giro per il mondo: Saks Fifth Avenue a New York, Harrod's a Londra, Galeries Lafayette a Parigi, Tsum a Mosca, Isetan Shinjuku a Tokio, Level Shoe District nel Dubai Mall a Dubai. In più gli stilisti coinvolti nel progetto, in alcuni casi, mostreranno le creazioni nelle proprie boutinque di punta in giro per il mondo.

La collezione è stata svelata la prima volta a Berlino il 13 Febbraio scorso durante il Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Tutto questo, come forse avrete già immaginato, è stato ideato e realizzato dalla Disney, nello specifico dal dipartimento Consumer Products (DCP) per promuovere l'uscita nelle sale il 12 Marzo prossimo del film live action Cenerentola, ad opera del bravo regista Kenneth Branagh, di formazione shakespeariana. A rendere avvincente la trasposizione cinematografica dell'intramontabile fiaba, la prima con attori in carne ed ossa, saranno artisti del calibro di Lily James nei panni della soave, dolce ma soprattutto coraggiosa protagonista, Richard Madden, già visto nel personaggio di Robb Stark ne Il trono di spade, nel ruolo dello splendido Principe Azzurro, Cate Blanchett nel ruolo della matrigna, Helena Bonham Carter nel ruolo della Fata Madrina, Holliday Grainger e Sophie McShera nei ruoli delle petulanti e ottuse sorellastre, Derek Jacobi nel ruolo del re, Ben Chaplin nel ruolo del padre di Cenerentola e Haley Atwell nel ruolo della vera e amorevole madre della protagonista, in un secondo tempo spirito buono e protettivo che aleggia sulla protagonista.

A dare la giusta atmosfera alla pellicola, ci pensano le scenografie curate da Dante Ferretti, le sceneggiature di Chris Weitz, già famoso per essere l'autore di About a Boy, il contesto dell' opulento palazzo reale e i magnifici costumi della costumista Sandy Powell, che si è avvalsa della collaborazione di Swarovsky per realizzare l'abito celeste del ballo con cuciti più 10000 cristalli veri. La sola gonna dell'abito ha richiesto 240 metri di tessuto e 4 km di cuciture. Swarovsky firma anche la scarpetta di cristallo del film che, con l'effetto 3D, rinfrangerà la luce in maniera spettacolare.

In un mondo dove la grinta e la determinazione se non anche la spregiudicatezza, diciamo così, la fanno da padrone, che senso può avere riproporre la figura di Cenerentola?

Il regista rivisita e fa sua la protagonista in chiave moderna sottolineando il valore dell'essere una creatura “coraggiosa e gentile” che farà innamorare perdutamente il principe. Quindi non una creatura passiva e placida in attesa del principe, ma una giovane dal cuore puro e nobile che porta avanti i suoi sentimenti osando con coraggio e perseguendoli con forza e costanza.

Il regista ha svolto in generale un'opera di forte caratterizzazione su tutti i protagonisti, dando molto più spessore, ad esempio, anche alla figura del Principe, di solito rimasto sempre troppo sullo sfondo, proprio per farne delle figure più contemporanee e vere, in cui rispecchiarsi. Ha raccontato di aver preparato Madden al ruolo facendogli leggere “Il Principe” di Macchiavelli e “Le Meditazioni” di Marco Aurelio. Le caratteristiche di coraggio e gentilezza di cui Cenerentola è l'emblema secondo Branagh, non sono per nulle scontate o banali, ha detto il regista stesso e sono, aggiungo io, intramontabili come viatico verso la realizzazione nei sentimenti e come persone probabilmente. “Del resto”, ha continuato il regista, che si trovava qui a Milano la scorsa settimana per la prima visione esclusiva in anteprima del film, “ognuno di noi può cambiare la vita degli altri, anche semplicemente con un sorriso, una cosa che può sembrare piccola, ma può raggiungere dimensioni epiche”... Al di là dei canoni moderni della donna e degli individui di oggi, coraggio in primis e vera gentilezza sono caratteristiche senza tempo belle e vincenti che alla fine allietano e sollevano ogni animo. Il regista ha concluso affermando che gli piace molto il nostro paese e che qui in Italia “saranno molte le donne forti cui piacerà il film”.

Ma d'altronde la fiaba scritta da Charles Perrault è sempre stata particolarmente intrigante per il pubblico femminile per una serie di messaggi e rimandi intramontabili e simbolici che ancora la legittimano, al di là della personale interpretazione di Branagh. Innanzitutto il feticcio sessuale della scarpa e del calzarla perfettamente, così come si aderisce perfettamente ad un uomo, alla base dell'ossessione per le scarpe che spesso ci caratterizza, (mea culpa!).

Poi la grandezza del cuore, la bontà di cuore che ti trasforma e trasforma la realtà. La grazia e l'essere speciali che poche donne hanno, e poi senz'altro il saggio riferimento al tempo come parametro dal quale non si può prescindere o sfuggire, che scorre e detta delle regole, che propone delle occasioni da cogliere con coraggio per il proprio riscatto. Ultimo ma non ultimo l'happy end romantico e il trionfo dell'amore a scapito degli inganni e delle prepotenze che le sorellastre e la matrigna volevano perpetrare, come sogno idilliaco per eccellenza.

Non a caso anche Pretty Woman commentava “non sono mica quella granculo di Cenerentola!”

Tempo per sognare, tempo per divertirsi, tempo per fare magie d'amore, tempo per avere cuore, tempo per amare e realizzarsi.

Letizia Mannella