Dialoghi di moda: Mario Boselli alla Statale di Milano



mario boselli camera della modaMario Boselli, per chi non lo conoscesse, è il presidente della Camera Nazionale della Moda italiana e in data 19 Marzo, presso la sala Napoleonica dell'Università degli Studi di Milano, ha deliziato gli studenti, e coloro che volevano partecipare, con un interessante intervento formativo sulla moda italiana oggi, intitolato "Dialoghi di moda" , presieduto dalla professoressa Emanuela Scarpellini con la gentile partecipazione di Gianni Bertasso , fondatore e direttore delle riviste Fashion e MoodMagazine.

Dopo un excursus sulla storia e sulle finalità della Camera della Moda italiana Mario Boselli ci ha offerto molti spunti di riflessione su questo tema. La moda è un aspetto importante della cultura ma specialmente della cultura italiana, il così chiamato bello ben fatto. Due sono i paesi capisaldi di questo settore: Francia ed Italia.

La Francia, vertice del settore con i suoi 120 anni di esperienza alle spalle, è leadership nell'Haute couture, l'Italia è culla del prêt-a-porter dal 12 febbraio 1951, data di nascita di una moda totalmente italiana grazie a Giovanni Battista Giorgini che organizzò a Firenze la prima sfilata prêt-a-porter per i buyers americani.

Il prêt-a-porter differisce dall'Haute couture poiché quest'ultima ha un solo sarto, un solo abito per un solo cliente mentre l'Italia punta su una produzione di serie che può essere o piccola o grande. Il prodotto é alla base di tutto ed è proprio grazie a questa produzione, destinata a molti pur non essendo massificata, che l' Italia può competere contro rivali temibili come Parigi, Londra e New York.

La Capitale di questa macchina produttiva è Milano, che si è distinta da Firenze grazie alle sue qualità comunicative e sopratutto alla presenza degli show-room, quasi 800 variabili a secondo del periodo. Boselli sostiene che la moda italiana conta su bravi imprenditori che hanno saputo osare e coniugare due caratteristiche molto importanti: la creatività e la tecnologia.

L'Italia non è al pari dell'estero in termini di ricerca di mercato e di tecnologie, ma noi abbiamo una storia che, affiancata alle nostre capacità artistiche, ha fatto si che il Made in Italy sia il terzo marchio al mondo per notorietà, lo dimostra il fatto che durante la fashion week milanese la maggior parte delle sfilate siano di brand italiani, mentre durante la fashion week parigina solo il 50 % delle maison è d'origine francese.

Riportando le sapienti parole conclusive dell'egregio Boselli auguriamo prosperità a questo settore che ci ha fatto, fa, farà sognare: "amare la moda: manifestazione più bella, più visibile, più positiva della globalizzazione (per altri versi drammaticamente "scomoda") vera democrazia a disposizione di tutti".