Serena Davini: piccole realtà di puro glamour milanese



serena davini collezioniSerena Davini è un'affermata designer milanese proveniente da una formazione artistica. Laureata in belle arti, faceva mosaici fin quando non si accosta al mondo della moda con il brand Pupigia; da quella esperienza prende il volo aprendo una propria linea. Autofinanziatasi ha iniziato da zero e in 15 anni ha dato vita alla sua impresa, creando un brand totalmente Made in Italy, collezioni caratterizzate da tagli puliti e delineati, non minimali pur avvicinandosene molto.

Lavora per passaparola e come consulente per brand maggiori, punta sugli abiti su misura e sul vigore dei suoi lavori e così è riuscita a creare, in 10 anni, un network che le ha permesso una determinata stabilità.

La forza di Serena sono i dettagli, i tessuti particolari, le sfumature di colore, i capi che possono essere messi sempre: "L'abitino da ufficio si cambia con un accessorio, una collana, un tacco e sono idonei per una serata; sono abiti da cerimonia che con un accessorio sportivo possono essere riutilizzati, un prodotto intramontabile" come lei stessa afferma. Un altro punto di forza della nostra designer è la sua capacità di adattarsi al mercato facendo  consulenza ad altri brand e ascoltando le richieste dei propri clienti.

L' abbiamo incontrata nel suo showroom, ubicato in via orti 19, per saperne di più della sua storia e delle sue esperienze. Serena ci accoglie nel suo piccolo tempio della moda, accogliente, ben arredato, contornato dai suoi abiti che sembrano  dei quadri che narrano una storia in quell'ambiente caldo quasi famigliare nel quale Serena fa da padrona di casa. 

Come ha trovato il passaggio dal lavorare in ambito artistico al mondo della moda?

Una formazione artistica ce l'avevo, la creatività pure c'era. Sono sempre stata interessata alla moda, è sempre stato un interesse personale, e mi vestivo in un certo modo. Casualmente ho incontrato una stilista che faceva allora quello che io faccio adesso. A 23 anni ho lasciato il mio lavoro nel campo belle arti e  ho iniziato un percorso di crescita  che mi ha dato l'esperienza e le conoscenze necessarie che mi sono servite per creare la mia linea e la mia società. L'esperienza conta moltissimo, disegnare sapevo disegnare e ho imparato facendo tutto quello che c'era da fare. Lavorando sul campo si impara tutto, è la migliore formazione. Conosco anche le basi del cucito, ma è funzionale soprattutto sapere come è costruito un capo  perché ti da la possibilità di poter applicare la propria creatività al capo stesso, ti dà la possibilità di pensarlo già in funzione della modellazione mentre magari le proprie idee su carta non sono fattibili praticamente.

Quali difficoltà ha incontrato nel produrre un brand totalmente italiano?

Ho iniziato 15 anni fa, in proprio da 13. Il Made in Italy allora era ancora fortissimo e la moda era ancora in auge, quindi difficoltà grosse non ne ho trovate. Sono partita piccola piccola e negli anni sono cresciuta in maniera proporzionale e graduale ai miei obiettivi.

Da cosa viene ispirata?

La moda viene fatta dai tessutai, sono loro a dettarla, io a volte vedo i tessuti e mi viene l'illuminazione, altre volte penso a un capo e scelgo il tessuto. Mi baso su molte fonti d'ispirazione e faccio molte ricerche che poi metto insieme come un collage armonioso. Il segreto è assemblare il tutto nella maniera giusta.

Come definirebbe il suo stile?

Lo definirei un classico attuale, le mie cose sono classiche, ma rivisitate in maniera attuale, non faccio una moda “sparata”.

Come mai ha deciso un metodo di vendita per passaparola?

Ho iniziato vendendo all'ingrosso, con le fiere. Per molti anni ho dato le mie collezioni ad altri showroom pluribrand e quando ho  visto che le cose andavano bene e il giro di affari era diventato importante ho preferito gestire tutto io personalmente e la vendita per passaparola è avvenuta da sola perché meglio di me, il mio prodotto, non sa promuoverlo e spiegarlo nessun altro. 

Potrebbe darci un consiglio personale?

Di esperienze come la mia ne è pieno, è solo che non se ne parla, piccole attività riescono a trovarsi il proprio spazio. Siamo sul mercato lavoriamo e diamo a nostra volta lavoro, io collaboro con tre laboratori che a loro volta danno da lavorare a decine di persone: Io sono da sola, ma il mio entourage è enorme. Il mio  piccolo angolo di mercato è principalmente milanese perché il mio prodotto è milanese come gusto e perché a Milano ci si veste tanto. La crisi in Italia c'è, ma si deve lavorare e ci sono delle realtà come la mia che sono fortunate e del quale bisogna conoscere la storia per dare speranza ai giovani. 

Ringraziando Serena del tempo e dei consigli a noi dati invitiamo tutti ad andar a vedere il suo sito www.serenadavini.com oppure il suo pro profilo facebook " Serena Davini designer" 

Cristina Priolo