Lo strano binomio moda-gaming

Lo strano binomio moda-gaming

Il mondo del gaming ha subito una trasformazione davvero importante negli ultimi anni, diventando uno dei settori più dinamici e redditizi al mondo. Il gioco di oggi non è più solo un passatempo per milioni di persone, ma è diventata una piattaforma culturale con una vasta gamma di esperienze, dai videogiochi per console ai casinò virtuali.

Per accorgersene basta pensare all’ampiezza dell’offerta di slot, che dimostra quanto il settore sia versatile e pronto a soddisfare ogni esigenza dei giocatori. Proprio in questo contesto, uno degli sviluppi più curiosi e affascinanti è il connubio tra moda e gaming, meglio noto come “fashion gaming”. Ma cerchiamo di vedere bene come ha origine questa unione e quali marchi hanno contribuito a renderla una realtà concreta.

Come nasce il fashion gaming?

Il fashion gaming prende vita nel momento in cui i marchi di moda hanno visto nei videogiochi un nuovo mezzo di comunicazione e un’opportunità per avvicinarsi a un pubblico diverso e giovane. L’incontro tra questi due mondi apparentemente lontani è il risultato della crescente popolarità dei videogiochi online e della capacità del gioco di creare spazi virtuali sempre più immersivi.

Una delle prime collaborazioni importanti risale al 2013, quando la designer britannica Sophia Webster lanciò una linea di scarpe ispirata a Fruit Ninja. Tuttavia, negli ultimi anni è stato il vero boom del fashion gaming, con marchi di moda come Gucci, Louis Vuitton e Valentino che hanno iniziato a produrre capsule collection, skin digitali per personaggi e perfino giochi proprietari. Ad esempio, Louis Vuitton è stato uno dei pionieri con il videogioco Louis The Game, che permetteva ai giocatori di esplorare la storia della griffe attraverso la mascotte Vivienne.

La pandemia ha accelerato questa tendenza, trasformando il gioco in uno dei pochi luoghi di socialità per milioni di persone. I brand di moda sono stati in grado di sperimentare nuove forme di comunicazione e di presentare collezioni che erano combinazione di digitale e fisico, trasformando i videogiochi in vere e proprie passerelle grazie a questo ambiente online. Da una parte c’era Louis Vuitton a lavorare con League of Legends per creare trofei e abiti digitali, e dall’altra Gucci che lanciava il progetto “Gucci Good Game”, che includeva abiti e accessori iridescenti che erano disponibili su piattaforme come Roblox.

I marchi protagonisti

Gucci, Valentino, Moschino e Nike sono tra i marchi più attivi in questo settore, ognuno con progetti unici e innovativi. Ad esempio, Gucci ha lavorato per le collezioni di The Sims 4 e Tennis Clash, creando abiti virtuali che i giocatori potevano acquistare per modificare il proprio avatar. Una delle sue più grandi iniziative è stata la sua campagna su Roblox, in cui ha creato un mondo virtuale fluorescente per promuovere il suo brand, rendendo disponibili abiti digitali e modelli reali in negozi selezionati. Invece, Moschino ha lavorato con The Sims 4 per creare abiti che riflettono l’estetica irriverente del marchio, mentre Nike ha utilizzato eventi come il concerto virtuale di Travis Scott su Fortnite per promuovere le sue collezioni. L’evento è stato uno dei più grandi successi nel marketing del gioco con 27,7 milioni di spettatori. Per quanto riguarda Louis Vitton, con la creazione di skin per i personaggi di League of Legends e capsule collection fisiche ispirate al gioco, ha portato il fashion gaming a un nuovo livello. La collaborazione ha avuto un grande pubblico, con quasi 100 milioni di spettatori unici alla finale del torneo.

Il futuro del binomio moda-gaming

Stando ai numeri, sembra proprio che la combinazione di gioco e moda non rappresenti solo una modo del momento ma sia destinata a consolidarsi nel tempo. I videogiochi offrono a marchi di lusso un’ottima opportunità per raggiungere le nuove generazioni, che trascorrono gran parte del loro tempo online e sono anche abituati a personalizzare la propria esperienza online. I marchi possono creare nuovi modelli di business e ampliare il proprio pubblico collaborando con i colossi del gaming. Infine, il fashion gaming è una rivoluzione culturale che ridefinisce la relazione tra tecnologia, creatività e consumatori ed è un terreno fertile dove l’innovazione digitale incontra la tradizione.

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