Arte alternativa a Milano, tutte le sfumature della Tattoo Convention



Si è conclusa ieri la Milano Tattoo Convention, il più grande evento italiano del settore per dimensioni e ospiti, terzo in Europa, che ha festeggiato per tre giorni consecutivi il suo ventesimo compleanno. L’ Hotel Quark di via Lampedusa per l’occasione si è popolato di più di 15000 visitatori, che hanno avuto la fortuna di vedere all’opera, e addirittura la possibilità di farsi tatuare, da alcuni tra i più famosi maestri tatuatori del mondo - il giapponese Horitoshi First, la russa Sasha Unisex, Andres Acosta, Moni Marino, Joe Capobianco, e Teresa Sharpe, per citarne alcuni.

L’appuntamento ha offerto un ricco programma di eventi legati al mondo del tattoo in tutte le sue sfaccettature, mostre, presentazioni, esibizioni, concorsi, Vans ink Art, performance live di body painting, arricchito con feste, spettacoli di pole dance, e la presenza di Miss Milano Tattoo in tutta la sua alternativa bellezza.

La culla di una manifestazione come questa non poteva che essere Milano, rinomata pista di lancio di trend e mode. La convention viene organizzata per la prima volta nel ’95 da una piccola cerchia di appassionati, le persone tatuate della città, a quei tempi poche voci eccentriche fuori dal coro. Sotto gli occhi dell’anziana pensionata che diffida dall’aggrapparsi ad un braccio tatuato per attraversare la strada, il tatuaggio si è sviluppato fino a diventare un fenomeno di costume che interessa chiunque.

Interseca le più svariate professioni, dal copywriter al manager aziendale, passando per il contabile, ed età, dall’adolescente che cerca di evadere dal gregge, a chi teenager non lo è più ma tornerebbe volentieri ad esserlo, probabilmente tra qualche anno alle vecchiette che chiederanno una mano per attraversare.

Chi è il tatuatore oggi? Il tatuatore è un lavoratore, un professionista nel suo settore, niente di diverso dal nostro parrucchiere di fiducia, se non per il fatto che lo frequentiamo mediamente meno, e probabilmente usciamo più soddisfatti del risultato, o almeno è ciò che ci si augura! Ma il tatuatore è anche, e soprattutto, un artista: ogni tatuatore è mosso da passione e personalità, che convergono in uno stile unico, maturato negli anni, che sia quello anni ’50 di Joe Capobianco, o il Dot Work di Marco Galdo.

Non a caso la parola d’ordine della Milano Tattoo Convention 2015 è stata arte: un bravo tatuatore è colui che riesce a soddisfare le richieste del cliente, senza rinunciare alla propria impronta, dando vita ogni volta ad un pezzo unico, una nuova opera d’arte, viva e in movimento.