Sulle tracce delle streghe in giro per Milano



streghe a milanoMilano, città misteriosa che non smette mai di regalarci storie dimenticate. Proprio qui, molti secoli fa, ebbero luogo numerosi processi di stregoneria e oggi vi indicheremo i luoghi dove la storia si lega alla leggenda, tra arti magiche, torture ed esecuzioni. Fra le testimonianze più antiche della Milano delle streghe, ci sono degli atti del processo di stregoneria risalenti al 1390.

Le streghe in questione erano Sibilla Zanni e Pierina Bugatis, arse vive in piazza sant'Eustorgio, dopo essere state accusate di aver partecipato a delle messe nere nella zona di Porta Romana, dove un tempo vi era una foresta.

La leggenda narra che la strega delle streghe di Milano risiedesse in via Laghetto 2, tra piazza Santo Stefano e l'Università Statale, che all'epoca accoglieva i malati di peste. Il suo nome era Arima e si racconta che di notte preparasse pozioni magiche e sortilegi, che comandasse le altre fattucchiere del Verziere, ballando con loro sui tetti dopo feste e banchetti di natura misteriosa. Il caso vuole che quando Milano venne messa in ginocchio dalla peste, nessuno in via Laghetto abbia contratto il morbo, come se qualcuno avesse compiuto un rito di protezione. In realtà era il punto in cui attraccavano i barconi del canale che trasportavano carbone, che fungeva da antiparassitario, quindi uccideva le pulci dei topi trasportatrici del morbo.

Piazza Vetra è un altro luogo importante in questo percorso alla ricerca delle streghe. In questo luogo le donne accusate di stregoneria venivano portate per essere torturate, per poi essere messe al rogo. Non sempre però le esecuzioni avvenivano qui, spesso streghe (e stregoni) venivano legati e trascinati attraverso via delle Pioppette, e uccise dove ora si trova la statua di San Lazzaro Martire, il punto dove allora vi era il patibolo.

L'esecuzione più famosa che avvenne Milano riguardò Caterina de Medici, una cameriera esperta di erbe medicinali. Fu accusata dal senatore Alvisio Melzi, suo datore di lavoro, il quale un giorno si ammalò di una malattia sconosciuta che nessun medico riuscì a curare. Venne fortemente condizionato dal Capitano Vaccallo. Il motivo? Caterina rifiutò bruscamente la corte da parte di quest'ultimo, che decise di vendicarsi per l'offesa ricevuta. In quell'occasione, il 4 marzo 1617, venne allestito un palco in Piazza Vetra. La povera Caterina confessò di aver venduto la propria anima al demonio, dopo aver subito indicibili torture, e così vene data alle fiamme di fronte ad una folla urlante giunta da tutta la città. 

Nel periodo che va dal 1595 al 1631, quando Federico Borromeo fu arcivescovo di Milano, la città raggiunse l'apice della caccia alle streghe. il Tribunale dell'Inquisizione aveva sede presso Santa Maria delle Grazie, e lavorò senza sosta per processare e giustiziare streghe e stregoni presunti nella triste piazza Vetra. In realtà le donne in questione erano soprattutto personaggi che vivevano ai margini della società, professando un'arte medica definita di rango inferiore. 

Questa follia che dilaniò l'Europa terminò a Milano nel 1641, con l'ultima esecuzione che vide come protagoniste Anna Maria Palmolea e la sua serva Margherita. In questo caso la corda con cui cercavano di impiccarle si spezzò due volte, provocando delle lamentele per la poca professionalità del boia. Di questa storia rimane solo la leggenda, mancando nei documenti i capi di accusa e notizie sulla loro vita.

E' una triste parentesi che avvolse Milano nel suo periodo più buio, e di cui oggi si fatica a tenere vivo il ricordo, ma che costituisce ugualmente la storia della città. Se passerete di fronte a piazza Vetra, piazza Sant'Eustorgio, via Laghetto e alle colonne di San Lorenzo, non dimenticate, anzi, professatevi ciceroni coi vostri amici, raccontando di Caterina e di questi fatti sconosciuti ai più.