Il Seme dell'Altissimo, la scultura simbolo di Expo 2015

seme dell'altissimo di emilio isgròSi chiama il Seme dell'Altissimo è un seme d'arancia alto sette metri e ottenuto dal marmo bianco delle Alpi Apuane e sarà la scultura simbolo dell'Expo 2015 di Milano. La scultura realizzata dall'artista siciliano Emilio Isgrò, è in fase di assemblaggio nei cantieri dell'azienda Henraux Spa, sponsor ufficiale di Expo 2015, e presto sarà collocata nel padiglione Zero dell'Expo Center, pronta ad accogliere i visitatori che entreranno dal Gate Ovest.

La scultura simbolo di Expo 2015 rappresenta un seme d'arancia ingrandito 1 miliardo e mezzo di volte rispetto la dimensione naturale. Alto sette metri il Seme dell'Altissimo sarà installato su un ventaglio di gradoni in marmo bianco. Il marmo è ottenuto dalle celebri cave del monte Altissimo delle Alpi Apuane, in provincia di Lucca, da qui il nome "Il Seme dell'Altissimo". Arriva dunque dal Mediterraneo il simbolo dell'Expo 2015, e rappresenta con grande probabilità il simbolo più universale che ci sia a Milano. Le arance infatti sono prodotte e consumate in tutti i continenti. E' uno dei frutti più diffusi nel mondo.

Ed è lo stesso artista Sergio Isgrò a spiegare il significato di questa opera d'arte : ".. Il Seme dell'Expo rispecchia almeno tre fronti tipicamente italiani. Primo, la Sicilia e il Mediterraneo da dove è partito il primitivo segnale (il seme della nostra lingua comune). Secondo, la Toscana che quel seme ha raccolto e trapiantato (Dante, Petrarca, il Rinascimento). Terzo, Milano che con Manzoni ha sciacquato i suoi "panni in Arno" per meglio servire il Paese. Il Seme d'arancia - conclude Isgrò - resta in ogni caso il simbolo più globale che ci sia. Perché anche i cinesi mangiano arance e sputano semi. Anche gli americani mangiano arance e sputano semi. Anche gli indiani. Anche i giapponesi..."

Ma perchè utilizzare un piccolo seme d'arancia per rappresentare l'esposizione universale, anziché non trarre esempio dai celebri simboli italiani come il Colosseo o la Torre di Pisa? Così l'artista siciliano spiega la sua visione:

"Qualcuno mi ha chiesto perché mi sono accontentato di ingrandire un minuscolo seme di quattro o cinque millimetri, quasi invisibile, trascurando simboli italici già pronti per l'uso come il Colosseo o la Torre di Pisa. Senonché il segreto italiano è tutto qui: far diventare grandi le piccole cose, non rimpicciolire le cose grandi".

Alla fine dell'Expo 2015 la scultura sarà donata da Emilio Isgrò e dalla Henreaux Spa al Comune di Milano, dove troverà sistemazione permanente.