"La Traviata", il capolavoro di Verdi nella versione mai eseguita a Milano



la traviata a milanoUn'opera di Verdi mai eseguita a Milano? ora non più, e dobbiamo ringraziare "Voce all'Opera" e il Teatro dei Filodrammatici di Milano, che hanno messo in scena il riadattamento della prima versione de "La traviata" datata 1853. Sabato sera saranno nuovamente sul palco, per una serata imperdibile e unica. La prima versione de "La Traviata" andò in scena a Venezia nel 1853, e già all'epoca destò stupore ma soprattutto scalpore.

La censura infatti lo obbligò a spostare l'ambientazione ad un secolo prima, proprio per non turbare gli animi più suscettibili (per questo è molto più conosciuta la versione successiva che da allora viene eseguita). L'opera si ispira a "La signora delle Camelie" il più violento atto d'accusa contro l'ipocrisia borghese.

L'Associazione Voce all'Opera ha lanciato una sfida: dare una chiave di lettura differente all'opera, per rendere più comprensibile e fruibile a tutti l'immenso patrimonio della musica per il teatro. Da qui è nata l'idea di mantenere le musiche i testi originali ma con ambientazioni contemporanee low cost e di grande effetto, che rendono "La Traviata" molto più vicina a noi e alla nostra società di quanto si possa immaginare.

I richiami a "la grande bellezza" sono facilmente coglibili, ed è davvero affascinante come un'opera di 161 anni fa non vada affatto in contrasto con scene ambientate da escort, personaggi equivoci e palloncini a forma di cuore. La direttrice d'orchestra Margherita Colombo, e il regista Gianmaria Aliverta hanno svolto un lavoro encomiabile, in uno spettacolo che è riuscito sia a stupire che regalare sorrisi ma anche commuovere.

Merito della scelta oculata dei protagonisti, dell'orchestra e delle comparse. Federica Vitali (Violetta) e Oreste Cosimo (Alfredo) sono stati giustamente applauditi con enfasi nella serata di giovedì 16 aprile e consiglio vivamente di andare a verificare con le proprie orecchie e occhi le loro capacità domani sera, sabato 18 aprile al teatro dei Filodrammatici a Milano, in via Filodrammatici 1, alle ore 20.30.

Ecco il riassunto della trama: La protagonista è Violetta (Federica Vitali), una prostituta con i primi sintomi di tisi, della quale si innamora Alfredo (Oreste Cosimo), un ragazzo di buona e perbenista famiglia. Dopo aver rinunciato per amore di Alfredo alla vita di feste e divertimenti, e al suo protettore, il barone Douphol (Fabio Midolo), Violetta viene convinta a tornare alla sua vecchia vita dal padre di lui, Giorgio (Giovanni Tiralongo). Quest'ultimo infatti la accusa di voler spogliare Alfredo delle sue ricchezze, nonostante ella gli dimostri di aver venduto tutti i propri beni per riuscire a pagare le spese. Dopo un acceso dibattito, Giorgio trova le parole giuste e Violetta lascia Alfredo con una lettera, raggiungendo la festa di carnevale in programma nella casa di Flora Bervoix. Alfredo la raggiunge immediatamente e qui Violetta gli mente dicendo di amare il Barone, e il suo amato infuocato dalla rabbia, gli getta un sacco pieno di monete ai piedi. L'ultimo atto vede Violetta ormai in fin di vita e solo la sua amica Annina le è vicino, ma nutre ancora una speranza: che Alfredo la raggiunga, dopo che il padre ha confessato di essere lui stesso la causa del loro allontanamento. I due amanti si riuniscono in un lungo abbraccio misto a lacrime e gioia, ma il tempo di Violetta è finito.

La scena iniziale della festa, si apre nella casa parigina di Violetta, ci sono cocktail con cannucce che girano tra i presenti, il dj che distribuisce le cuffie, persone dell'alta società in abiti eleganti e provocanti, e non manca una coppia omosessuale con annesse effusioni. Nel momento in cui Violetta resta sola a riflettere sulle parole d'amore di Alfredo, cadono su di lei dei palloncini a forma di cuore. Comparirà anche un albero di natale e non poteva mancare Alfredo che guarda il cellulare. tutti questi piccoli particolari aumentano l'immedesimazione nell'Opera.

E' un crescendo continuo, fino all'atto finale: La voce di Federica ha un'estensione straordinaria e ne dà prova in ogni occasione, ma l'apice l'ha sicuramente raggiunto, infatti, nella scena finale svolta in ospedale, in prossimità di abbracciare la morte, tanto da sentire "Brava! Brava!" prima che l'atto terminasse. Ma in questo riadattamento è il lato più oscuro della società che fa riflettere: viviamo infatti in un mondo dove tutto ciò che non è lecito è ambito ai più e dove si vuole possedere anche ciò che non è possibile permettersi.

Una società che non ha limiti e che quindi si arroga anche il diritto di comprare delle escort, sfruttarle e poi abbandonarle. Chi sarà la traviata? Violetta o la società? Sicuramente dai tempi di Verdi non è cambiato nulla: i "Luigi" sono stati semplicemente sostituiti dagli euro. Ma la redenzione, l' amare ed essere amati, può essere possibile.