Le 10 superstizioni italiane più difficili da abbattere

Le 10 superstizioni italiane più difficili da abbattere

L’Italia, Paese di profonda cultura, arte e tradizioni millenarie, è anche un territorio particolarmente fertile per le superstizioni. Alcune di queste sono talmente radicate che continuano a resistere al passare del tempo e all’avanzare della scienza, dimostrando che – nonostante viviamo in un’epoca tecnologicamente avanzata – molti continuano a credere in pratiche e credenze tramandate di generazione in generazione.

Ma quali sono le 10 superstizioni italiane più difficili da abbattere? Abbiamo cercato di individuare quelle che, a nostro giudizio, contraddistinguono in modo più curioso le abitudini di tanti italiani.

Il malocchio

Al primo posto non può che esserci il malocchio, una delle superstizioni più temute e diffuse in tutta Italia. Si crede infatti che alcune persone possano trasmettere energie negative attraverso lo sguardo, causando sfortuna, malattie o disgrazie.

Contro il malocchio esistono numerosi rituali di protezione, dal corno rosso ai gesti scaramantici, fino a vere e proprie formule “magiche”.

Il numero 17

Se per molte culture occidentali è il 13 il numero sfortunato, in Italia è il 17 a essere considerato portatore di sventura.

Pare che l’origine di questa credenza derivi dall’anagramma romano del numero XVII, che può essere riordinato come “VIXI”, ovvero “ho vissuto” in latino, per una chiara allusione alla morte. Oggi la convinzione è talmente diffusa che non è raro trovare hotel senza la camera numero 17 o edifici senza il diciassettesimo piano, proprio come accade con il 13 in altri Paesi.

Il gatto nero

Attraversare la strada mentre passa un gatto nero è considerato un presagio di sfortuna imminente. Una brutta credenza popolare per le sorti degli inconsapevoli gatti neri, ancora oggi i meno adottati nei rifugi per animali.

Sembra che l’associazione tra gatti neri e sfortuna abbia origini medievali, quando questi animali venivano collegati alle streghe e alla stregoneria.

Rompere uno specchio

La rottura accidentale di uno specchio è vista come foriera di sette anni di sfortuna. Per scongiurare questo pericolo, molti italiani ricorrono immediatamente a rituali di compensazione, come gettare un pizzico di sale alle spalle o toccare ferro.

Passare sotto una scala

Camminare sotto una scala aperta è considerato un gesto che porta male. Anche in questo caso per scoprire quale sia l’origine di questa superstizione bisogna tornare molto indietro nel tempo: per la cristianità la scala appoggiata al muro forma un triangolo, simbolo della Trinità, e passarci sotto era considerato irrispettoso o addirittura blasfemo.

Sale rovesciato

Rovesciare il sale a tavola è un altro presagio di sfortuna. Per scongiurare il malaugurio, bisogna immediatamente prenderne un pizzico e lanciarlo alle spalle.

La superstizione ha origini antichissime, quando il sale era una merce preziosa e sprecarlo costituiva già di per sé una sventura economica.

La ricerca dei numeri fortunati

Molti italiani hanno un rapporto quasi ossessivo con i numeri considerati “fortunati”, specialmente quando si tratta di gioco e lotterie.

È per questo motivo che non è raro vedere persone che consultano meticolosamente i risultati lotto alla ricerca di sequenze particolari, o che scelgono numeri in base a sogni, date significative o eventi della vita quotidiana.

Toccare ferro

Quando si parla di qualcosa di negativo che potrebbe accadere, il gesto automatico di molti italiani è toccare un oggetto di ferro per “scongiurare” la sfortuna.

La superstizione deriva in questo caso dalla credenza antica che il ferro avesse proprietà magiche capaci di allontanare gli spiriti maligni.

Il venerdì 17

La combinazione del giorno venerdì con la data 17 rappresenta per molti italiani l’apice della sfortuna. In questo giorno particolare, alcune persone evitano di intraprendere nuovi progetti, viaggiare o prendere decisioni importanti.

La credenza trova le sue radici nella somma delle superstizioni legate al venerdì (giorno della crocifissione di Gesù) e al numero 17, di cui abbiamo già parlato.

Il cornetto rosso

Per ultimo, ma non per importanza, il cornetto rosso rappresenta forse il più diffuso amuleto portafortuna italiano. Una piccola riproduzione di un corno, tradizionalmente di colore rosso, viene regalata come portafortuna, appesa in casa o portata come ciondolo. Il suo potere sarebbe quello di proteggere dal malocchio e portare fortuna e prosperità.

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