Ettore Messina ha ufficialmente chiuso il suo ciclo all’Olimpia Milano dopo sette anni ricchi di successi. L’addio arriva al termine del contratto che lo legava al club sia come allenatore che come presidente delle Basketball Operations. Un periodo segnato da dieci trofei, tra cui scudetti, coppe e prestigiose affermazioni in Eurolega, ma anche da riflessioni personali e cambiamenti nel rapporto con la società dopo la scomparsa del patron Giorgio Armani.
Un settennato di successi e trasformazioni
Il tecnico italiano più titolato ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’Olimpia Milano. Durante il suo mandato, la squadra ha conquistato otto trofei sotto la sua guida in panchina, tra cui la Supercoppa 2020 e 2025, la doppietta Coppa Italia-scudetto nel 2022 e il tricolore della terza stella nel 2023. Messina ha inoltre guidato il ritorno alla Final Four di Eurolega dopo 29 anni di attesa, un traguardo storico per il club meneghino.
La rivoluzione culturale voluta da Armani
Quando nel 2019 Giorgio Armani lo chiamò a ricoprire il doppio ruolo, Messina accettò la sfida di trasformare la cultura del lavoro all’interno del club. Il progetto prevedeva l’adozione degli standard del Gruppo Armani, con particolare attenzione ai dettagli e alla selezione di professionisti di alto livello. Nuovi spogliatoi, una sala video dedicata e spazi per la condivisione dei pasti contribuirono a creare un ambiente attrattivo per i giocatori.
Il vuoto lasciato dalla scomparsa del patron
Messina ha confessato che la perdita di Giorgio Armani ha segnato un punto di svolta nel suo rapporto con il club. Il tecnico ha iniziato a percepire che il suo compito si fosse esaurito, sensazione confermata dagli eventi dei mesi successivi. Nonostante il sostegno continuo di Leo Dell’Orco e di altri dirigenti come Laura Tadini e Michele Tacchella, l’assenza del fondatore ha cambiato radicalmente la dinamica.
La difficile transizione e l’addio anticipato
La scelta di Peppe Poeta come successore avrebbe dovuto seguire il modello americano, con un anno di affiancamento simile a quanto avvenuto a Duke tra Coach K e Jon Scheyer. Tuttavia, la stanchezza personale di Messina e il clima teso con parte del pubblico hanno portato a un addio anticipato. Una decisione sofferta, ma che il tecnico considera necessaria per il bene del club.
Rimpianti e lezioni apprese
Guardando indietro, Messina ammette che avrebbe potuto lasciare prima il ruolo dirigenziale, forse dopo il secondo scudetto. Questo avrebbe evitato molte polemiche e permesso una transizione più graduale. Il tecnico sottolinea come le critiche fossero spesso ingiuste verso lo staff che ha lavorato con dedizione al progetto.
Il futuro tra Europa e Stati Uniti
Ora che il capitolo Milano è chiuso, Messina valuta diverse opzioni per il futuro. Si parla di un possibile ritorno negli Stati Uniti, forse nel college basketball, o di un ruolo importante in Eurolega. Non è esclusa nemmeno l’ipotesi Roma, sebbene i dettagli di un eventuale coinvolgimento rimangano ancora da definire.
Il bilancio di un’era straordinaria
Nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, Messina lascia Milano con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di duraturo. La squadra ha raggiunto una stabilità a livello europeo e vinto il triplete italiano nell’ultima stagione, confermando la solidità del progetto. Un eredità importante per Poeta e per chi continuerà il cammino.
Basket Milano Channel
L’addio di Ettore Messina segna la fine di un’epoca per l’Olimpia Milano. Sette anni che hanno ridisegnato l’identità del club, portandolo ai vertici del basket continentale. Ora la sfida è mantenere questo livello, con Peppe Poeta chiamato a guidare una squadra che dovrà dimostrare di aver assimilato la lezione del maestro. Il futuro dirà se questo passaggio di consegne sarà ricordato come un momento di svolta positivo nella storia del club.





