La Generazione Z utilizza l’IA quotidianamente ma con scetticismo e timore. Un sondaggio Gallup rivela che, nonostante il 50% degli intervistati usi strumenti di IA generativa settimanalmente, l’entusiasmo è crollato dal 36% al 22% in un anno. Ansia e rabbia sono in aumento, con l’80% dei giovani preoccupato che l’IA possa ostacolare l’apprendimento futuro e rubare posti di lavoro. La curiosità (49%) rimane, ma è accompagnata da paura.
L’IA e la Generazione Z: un rapporto complesso
Il sondaggio condotto da Gallup tra febbraio e marzo 2026 su 1.572 giovani statunitensi della Generazione Z (14-29 anni) mostra un uso frequente ma critico dell’IA. Mentre il 19% non utilizza mai questi strumenti, la maggioranza li adopera settimanalmente. Tuttavia, sentimenti positivi come speranza ed entusiasmo sono diminuiti, sostituiti da scetticismo e preoccupazione. I giovani temono che l’IA possa limitare la creatività e il pensiero critico, oltre a minacciare il loro futuro lavorativo.
Le paure principali della Generazione Z
Tra le preoccupazioni più diffuse, spicca la paura che l’IA renda più difficile imparare in futuro (80%). Molti intervistati ritengono che i chatbot possano danneggiare la creatività e il pensiero critico. Altri temono che l’IA possa sostituire interazioni umane e diffondere disinformazione. Questi timori sono riflessi nei dati: il 69% preferisce compiti svolti senza l’aiuto dell’IA, dimostrando una diffidenza crescente verso questa tecnologia.
Sentimenti contrastanti: curiosità e ansia
Nonostante le preoccupazioni, il 49% dei giovani prova curiosità verso l’IA. Tuttavia, questo sentimento è spesso accompagnato da ansia (42%) e rabbia (31%). Sydney Gill, 19 anni, esprime un pensiero comune: “Ho la sensazione che qualsiasi cosa mi interessi possa essere sostituita, forse anche nei prossimi anni”. Questa ambivalenza riflette un rapporto complesso con una tecnologia sempre più pervasiva.






