Milano segreta, la città non si svela al primo sguardo



milano segretaRecentemente il "Times" ha elogiato Milano descrivendola come una città "che non si svela al primo sguardo" ed è proprio così. Milano spesso viene usata come sinonimo di moda, economia, vivacità, vita notturna, modernità…ma è una città che riserva costantemente delle sorprese e ogni giorno scopriamo nuovi volti finora celati, rendendoci conto di quanto poco in realtà conosciamo davvero di questo luogo così cosmopolita. Fortunatamente l’EXPO sta portando nuovo turismo in prospettiva, e gli articoli su questa città proliferano, dando finalmente risalto anche all’arte, alla cultura di cui Milano non scarseggia, anzi, è tutt’ora in atto una rivalutazione del capoluogo lombardo sotto questo aspetto.

Ma c’è anche un’altra Milano celata ai nostri occhi, o meglio, di cui spesso ignoriamo i segni, che divenuti abitudine a vedersi, smettono di attirare la nostra attenzione, una Milano segreta. I pochi esempi che seguono non sono che un assaggio di ciò che ci circonda e a cui dovremmo prestare più riguardo in termini di mantenimento delle testimonianze storiche del territorio e della città:

FRECCE E LETTERE MISTERIOSE Nella zona compresa tra via Archimede, Piolti de’ Bianchi e Corso Indipendenza, su alcuni muri sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e alle varie ristrutturazioni, si possono notare alcune scritte e frecce. Le “R” infatti indicavano i rifugi antiaerei e le frecce accompagnate dalle lettere “US” che indicavano invece le uscite di sicurezza dei rifugi. Vi sono anche dei cerchi a sfondo nero con una “i” bianca posta al centro che indicava ai vigili del fuoco dove trovare gli idranti in caso di bombardamento. Purtroppo queste scritte stanno scomparendo rapidamente, nonostante costituiscano un patrimonio della storia, seppur tragica, di Milano.

LA STAZIONE SCOMPARSA Inizio Corso Sempione, angolo via Moscati, si noterà ai bordi del controviale un respingente ferroviario in mezzo ad uno spartitraffico erboso. Basta andare a curiosare sulla storia di Milano, e scopriremo che qui vi sorgeva una stazione ferroviaria che univa Milano e Gallarate, entrata in servizio il 24 giugno 1877.

IL CAMPANILE PRIGIONIERO All’interno del cortile in via Giannone 9 si potrà notare un campanile antico, soffocato letteralmente tra i palazzi. Si tratta dell’unico resto del monastero della Santissima Trinità, già citato da Bonvesin de la Riva nel 1288. Le parti restanti del monastero vennero demolite nel 1966.

LA STRETTA BAGNERA A ridosso di via Torino si trova via Bagnera, che oltre ad essere la via più stretta della città percorribile in auto, detiene anche una fama sinistra. Qui Antonio Boggia, il mostro di Milano, attivo nella seconda metà dell’ottocento, seppellì nella cantina i corpi delle sue quattro vittime. Fu uno dei primi serial killer, e la sue esecuzione fu l’ultima esecuzione pubblica civile avvenuta a Milano, il 18 novembre 1861.

OBELISCHI DI GUERRA Si possono notare dei silos in via Pitteri e via Adriano, caratterizzati da una forma particolare, somigliante ad un obelisco. Pochi sanno che avevano la funzione di proteggere gli operai durante il bombardamento e costituivano, per l’appunto, dei ricoveri dalla cupola a cuspide e in cemento armato. Al loro interno si formava una struttura elicoidale dove venivano sistemate le sedute per i rifugiati.

IL TEMPIO DELLA NOTTE In via Sant’Elembardo, zona Gorla, venne rinvenuta nel giardino di villa Filzi un’antica ghiacciaia, all’interno di una collinetta. In seguito, gli esaminatori dello SCAM scoprirono che fu trasformata nella prima metà dell’ottocento in un tempio ipogeo. Ancora ignoti i culti che vi si praticavano e aleggia su di esso anche un’ipotesi di riti massonici. Una particolarità avviene il giorno del solstizio d’inverno quando dall’oculo sommitale, la luce filtrerebbe illuminando una nicchia scavata nel muro.

Alla fine credo che il miglior modo per scoprire tutti i luoghi nascosti e particolari di Milano sia uno: camminare senza meta. Camminare e perdersi nelle vie, nelle piazze di questa città ricca di fascino, che ti prende lentamente, scoprendosi sempre diversa, con un antico e ricco passato, testimoniato in ogni angolo della città, dal centro al confine tracciato dalle vecchie Porte, un ottimo punto di riferimento ancor oggi, fino alle zone di più recente costruzione. E’ forse il suo essere così discreta e al contempo così coinvolgente che fa di Milano una città sicuramente mai noiosa.

Stefania Accosa